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Recensione : Kerry King – From hell i rise

Kerry King - From hell i rise: il disco suona molto bene e diverte dall’inizio alla fine, anche se è già sentito, diciamo che è uno spin off degli Slayer molto ben riuscito.

Kerry King – From hell i rise

Dopo quattro anni di gestazione arriva l’atteso debutto solista di Kerry King “From hell i rise” su Reigning Phoenix Music.

Il disco è frutto dell’attività musicale di Kerry King dal 2019 a poco fa, ovvero da quando gli Slayer si sono sciolti nel 2019, anche se riprenderanno almeno a fare concerti con due date quest’anno. “From hell i rise” ha un suono molto vicino a quello degli Slayer, suona come doverebbe suonare un disco degli Slayer secondo Kerry King, e bisogna dire che suona molto bene, andando a colmare il vuoto discografico lasciato dagli Slayer.

La formazione raggruppata da Kerry è di tutto rispetto e vede Mark Osegueda dei Death Angel alla voce, Paul Bostaph alla batteria e sentire Bostaph è sempre un enorme piacere nonché una scuola ambulante per ogni batterista metal e non solo, Phil Demmel ex Machine Head e tanti altri gruppi alla seconda chitarra e Kyle Sanders al basso ex Hellyeah e con esperienze hardcore ed industrial.

Il risultato è molto buono, il disco prodotto da Josh Wilbur uno che è praticamente di famiglia avendo prodotto gruppi come Avenged Sevenfold, Bad Religion, Korn e Trivium fra gli altri, è un lavoro notevole, che spazia dal thrash a qualcosa di death, sfumature hardcore come in “Two fists” e su tutto quel suono della chitarra che amiamo di Kerry King. La domanda da posi ascoltando questo disco è : King è così importante negli Slayer che la sua musica è questa e suona molto simile a loro, o King ha prodotto un disco molto vicino al suono che lo ha reso famoso perché in tale modo sapeva di vendere di più ? Qualunque sia la risposta il disco suona molto bene e diverte dall’inizio alla fine, anche se è già sentito, diciamo che è uno spin off degli Slayer molto ben riuscito.

La voce di Osegueda è un valore aggiunto, anche se in qualche frangente è troppo acuta per lo stile di questo disco, il resto del gruppo è praticamente perfetto. Una differenza con gli Slayer è che la scrittura delle chitarre è maggiormente elaborata rispetto al gruppo californiano, mettendo in luce il grande lavoro di King.

“From hell i rise” è un disco piacevole e che colma alcuni vuoti, un lavoro solista di uno dei più grandi chitarristi metal degli ultimi quarant’anni, accompagnato da musicisti di assoluta eccellenza, e non è un qualcosa per chi si aspetta delle novità o dei cambi di fare musica. La produzione è sontuosa, e contribuirà a fare di questo disco un buon successo.

Kerry King – From hell i rise

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