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Recensione : John Lemke – Nomad Frequencies

Disegnatore di suoni per film e documentari, John Lemke inventa visioni sonore molto interessanti, che ispirano una gamma di svariate emozioni.

John Lemke – Nomad Frequencies

Se volete ancora stupirvi, se voletre sentire la meraviglia in veste sonora, ecco a voi John Lemke.

Lo scozzese John Lemke pubblica il suo secondo album di lunga durata, dopo “People Do” del 2013 e l’ep “Walizka” del 2014.
Disegnatore di suoni per film e documentari, inventa visioni sonore molto interessanti, che ispirano una gamma di svariate emozioni.
La costruzione di questo disco nasce nel 2014, quando da un momento all’altro viene fatto evacuare dalla sua casa di Glasgow per problemi strutturali, e vive per molto tempo senza una vera casa, solo con un portatile e pochi vestiti, approfittando dell’ospitalità di amici e tornando per un po’ nella natia Berlino.
Questa precarietà unita alle idee che già aveva in testa per il secondo album ha portato alla composizione di questo magnifico disco.
Qui dentro ci sono una moltepilicità di stili, dal free jazz alll’elettronica minimale, alla neoclassica, con il filo conduttore di uno stile minimale e ricercato, ancora di più rispetto agli altri episodi.
John Lemke è un collettore, un inventore di suoni, di melodie create con strumenti secondo uno stile che non è il primo fine, ma per l’appunto un mezzo.
La sua musica è creata in casa, utilizzando registrazioni di campo personali, usando molte fonti di suono, ma la produzione è eccelsa.
In pratica questo disco è una dolceamara colonna sonora di momenti di vita, che sono stati quelli di John Lemke e che presto saranno i nostri, perchè quando si musica la vita, ciò tocca tutti.
Un musicista di classe superiore.

Tracklist:
1. Of Elsewhere
2. The Unwinding
3. At The Dust Boutique
4. Vessel
5. Encounters
6. Corroder
7. Grass Will Grow
8. To Let It Go
9. Passenger
10. Kleinod

JOHN LEMKE – facebook

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