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Recensione : Inspiral – Habitat

Habitat è il il primo atto dei ferraresi InSpiral, band che si lancia coraggiosamente in un territorio musicale irto di trappole e, soprattutto, di confronti potenzialmente impietosi, come quello battuto normalmente dai Tool

Inspiral – Habitat

Questo è il classico disco che si presta a molteplici interpretazioni e che provoca sensazioni differenti, spesso opposte, da un ascolto all’altro.

Habitat è il il primo atto dei ferraresi InSpiral, band che si lancia coraggiosamente in un territorio musicale irto di trappole e, soprattutto, di confronti potenzialmente impietosi, come quello battuto normalmente dai Tool, senza disdegnare passaggi avvicinabili ai Porcupine Tree o certe sonorità di stampo ambient.
Come si può dedurre da questa sintetica descrizione, la proposta dei nostri è tutt’altro che di immediata assimilazione e necessita di un particolare livello di attenzione/dedizione per coglierne le sfumature e riuscirne ad apprezzare le innegabili qualità.
Ammetto che i primi due ascolti, forse condizionato negativamente da una bio fin troppo ricca di richiami ambiziosi, mi avevano lasciato piuttosto perplesso, faticando in particolare non poco ad entrare in sintonia con la voce di Sandro Chiozzi: di fronte ad una struttura musicale che porta impressa a fuoco il marchio Tool, diventa inevitabile aspettarsi di udire la voce unica per timbro ed espressività di James Maynard Keenan, un paragone che diventa pressoché impossibile da reggere anche per vocalist molto più dotati di Sandro.
Devo dire, però, che dopo diversi passaggi di Habitat nel mio lettore, sono venuto a patti con la sua sentita interpretazione di un concept davvero interessante, basato su un’ipotetica, ma tutt’altro che improbabile, futura trasformazione del pianeta e conseguente riadattamento da parte di tutti gli esseri viventi, del quale peraltro egli stesso è autore: grazie a questo anche i contenuti musicali proposti dagli InSpiral si sono lentamente dischiusi mostrando il loro intrinseco valore.
Certo, resta la sensazione di essere alle prese con un lavoro ancora abbastanza lontano dai livelli raggiunti dai numi ispiratori, ma d’altra parte va riconosciuta agli InSpiral l’apprezzabile tentativo di uscire dai cliché “tooliani”, con risultati complessivamente positivi e, in ogni caso, brani come Hunt ed Epistula, decisamente di grande impatto anche se figli “legittimi” di “Lateralus” e “10.000 Days”, le “porcupiniane” Mother e Primal o la bellissima title track, uno strumentale dal pregevole appeal sinfonico, valgono abbondantemente un giudizio positivo per l’esordiente combo emiliano.

Tracklist:
1 – Blink
2 – Perfect Blue
3 – Hunt
4 – Radio
5 – Epistula
6 – Mother
7 – Habitat
8 – Primal
9 – Catharsis

Line-up :
Sandro Chiozzi – Voice & Lyrics
Simone Vancini – Drum
Dario Silvestri – Guitars
Marco Capellazzi – Bass
Mattia Paterna – Piano, samples, electronic devices.
Simone Furia – ideas, artworks, graphics, photos.

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