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Recensione : Inside Mankind – Oikoumene

Primo lavoro del nuovo anno e subito un centro per l'eclettica Qua’Rock Records con questo spettacolare debutto degli aretini Inside Mankind.

Inside Mankind – Oikoumene

Primo lavoro del nuovo anno e subito un centro per l’eclettica Qua’Rock Records di Gabriele Bellini, con questo spettacolare debutto degli aretini Inside Mankind.

Nata nel 2005 ad Arezzo, la band dopo svariati cambi di line up (della formazione originale rimane solo Matteo Bidini alle pelli) ed un demo autoprodotto del 2009 dal titolo “Angels Fire”, arriva finalmente all’esordio sotto l’ala della nuova etichetta nostrana, con Oikoumene, debutto esplosivo di power/prog metallico e monumentale.
Partendo dall’originale titolo (parola greca che significa abitare) l’album è un favoloso concentrato di suoni che vanno dal prog settantiano al power, fino a toccare punte estreme, sapientemente incastonate nel songwriting della band, che ci delizia con una prova strumentale coi fiocchi e consegna a noi una nuova regina dei vocalizzi operistici, Claire Briant Nesti, soprano d’alta scuola, ottima interprete di questi dieci brani davvero notevoli.
Chiariamolo subito, il lavoro della band non è di facile ascolto, per assimilare la quantità di note e sfumature che escono dallo spartito del gruppo ci vuole tempo, ma Oikoumene cresce con gli ascolti, reso affascinate dai mutevoli umori di cui è composto.
Il muro portante del songwriting è un progressive metal d’assalto, molto power nelle ritmiche, ma non si ferma qui: parti violentissime supportate dal growl di Francesco Monaci, anche funambolico axeman, e rallentamenti trovano nel gothic (complice le ottime melodie operistiche della vocalist) il loro naturale evolversi, facendo di Oikoumene una straordinaria opera metallica a 360°, da assaporare e far vostra, cercando la chiave di lettura tra gli innumerevoli cambi di tempo, umori cupi che si trasformano in cavalcate di metallo nobile, ritmiche mozzafiato (il già citato Matteo Bidini e Christian Luconi al basso) e fughe tastieristiche dell’ospite Valerio Dalla Ragione alle keys.
City (The Street Of Our), Magdalen, i grandiosi due minuti e mezzi di Toccata, la violentissima e death oriented Phariseum, fino alla spettacolare Human Divine, suite posta in chiusura, lasciano l’ascoltatore a bocca aperta per tanta spettacolarità, riuscendo ad esaltare ad ogni passaggio.
Le influenze sono rinvenibili più nei generi che in band famose, ma è chiaro che la voce possa far pensare alla classica band stile Nightwish et similia, tuttavia qui c’è molto, molto di più.
Grande album, che rimarrà nel mio stereo per un bel po’, e complimenti alla Qua’Rock, se il buongiorno si vede dal mattino ….

Tracklist:
1. Out of the Loop
2. City (The Street of Our)
3. Fourty
4. Magdalen
5. Keep Me By the Stars
6. Uneasy
7. Toccata
8. Fear
9. Phariseum
10. Human Divine

Line-up:
Claire Briant – Vocals
Francesco Monaci – Guitar, Vocals
Christian Luconi – Bass
Matteo Bidini – Drums
Valerio Dalla ragione – Keyboards

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