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Recensione : Insepulto – The Necrodex

Non sono molte in giro le band che, come gli Insepulto, riescono nell'impresa di essere convincenti naturalmente e senza forzature.

Insepulto  -  The Necrodex - Recensioni Metal

Un muro sonoro invalicabile, brutalità e potenza al sevizio del metal estremo, in questo caso, puro ed incontaminato death metal.

The Necrodex è il secondo lavoro sulla lunga distanza per gli Insepulto, trio proveniente dalla Costa Rica attivo dai primi anni novanta, ma solo in questo ultimo periodo protagonista con lavori in studio: infatti, la band esordisce con il primo demo solo nel 2010, ed arriva all’agognato full length tre anni fa, con “Morbid Spawn Of Resurrection”.
Quasi vent’anni prima di licenziare un album non sono pochi, specialmente in questi anni nei quali le band incidono dischi prima ancora di formarsi ma, visto il risultato, direi che gli Insepulto hanno fatto la scelta giusta, trasformandosi lentamente in una macchina da guerra spaventosamente efficiente e con piglio da band navigata ci investono con il sound racchiuso in questo enorme lavoro.
Questo è death metal, né più ne meno, lava incandescente vomitata dagli strumenti dei tre musicisti, atmosfere da tregenda create da un innato talento per la brutalità, senza andare troppo per il sottile o alla velocità della luce, ma passo dopo passo avanzando e distruggendo a colpi di riff sanguinari tutto ciò che capita a tiro.
Brani che portano in sé una predisposizione per il terrore, vere perle di nero metallo, incastonate sull’altare del death, come se davvero il maligno raffigurato in copertina suggerisse ai nostri le note da scrivere con il sangue su uno spartito.
I tre cerimonieri di cotanta efferratezza sono A.P. alla sei corde, stupefacente nel creare un eruzione vulcanica ad ogni riff, creando questo mostro di note insieme al basso di U.X.H., e The Master Butcher, ovvero Satana in persona, sacerdote blasfemo, ministro di questa funzione infernale, dotato di un growl che ipnotizza, alzando centimetri di pelle d’oca sull’ignaro ascoltatore.
Non sono poi molte in giro le band che, naturalmente e senza forzature, riescono nell’impresa di essere convincenti: i brani racchiusi in questo lavoro, tra ritmiche cadenzate, a tratti al limite del doom (Asphyx) e improvvise sfuriate demoniache (Morbid Angel, Vader, Sinister) lasciano nell’aria un sentore di ripugnante blasfemia, che fuoriesce dai solchi di questi dodici inni al male tra i quali spiccano le strepitose The Return Of The Impious, Glorious And Grotesque, The Morbid Spawn Of Resurrection e Odor Mortis.
La definitiva discesa negli inferi, per bruciare e soffrire nei secoli dei secoli … amen.

Tracklist:
1. The Return of the Impious
2. Cremated Alive (Together We will Forever Be)
3. Glorious and Grotesque
4. Ars Magna In Evisceratus
5. Apocalyptic Godless Intervention
6. Grand Black Messiah
7. Shadows in Disgraceful Portrait
8. Requiem Aeternae
9. The Chaos the Ancients Spoke Of
10. The Morbid Spawn of Resurrection
11. Odor Mortis

Line-up:
U.Xerxes.H – Bass
A.P. – Guitars, Programming
The Master Butcher – Vocals

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