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Recensione : In Loving Memory – Redemption

In definitiva Redemption si rivela una prova nel complesso abbastanza convincente e che fa intuire una certa propensione, da parte della band, a prediligere oggi soluzioni maggiormente d’impatto rispetto alle partiture malinconiche tipiche del doom

In Loving Memory – Redemption

A tre anni esatti dalla loro ultima uscita discografica, quel “Negation Of Life” che li aveva messi in luce come band dalle notevoli potenzialità, tornano i baschi In Loving Memory con questo Ep, che ne inaugura la collaborazione con la label milanese House Of Ashes Prod.

A parte gli Evadne, pare che tutti i nomi più illustri della scena gothic-death-doom spagnola si siano dati appuntamento nello stesso periodo per pubblicare le loro ultime fatiche discografiche: quindi, se gli Helevorn hanno accentuato la componente gothic del loro sound e gli Autumnal hanno invece virato su sonorità più vicine agli attuali Katatonia, la band guidata da Juanma Blanco sembrerebbe aver spinto, sia pure non in maniera netta, in direzione opposta.
In effetti, tra tutti i nomi citati, gli In Loving Memory erano già quelli con la più spiccata componente death, alla quale univano una certa propensione per cavalcate ritmiche basate su accordi chitarristici piuttosto orecchiabili, avvicinandosi in questo senso anche a certo death melodico di matrice scandinava.
Redemption rafforza questa tendenza, presentando una ventina di minuti all’insegna di un death-doom nel quale la malinconia è un sentimento che resta in sottofondo non divenendo mai preponderante nell’economia del sound, dominato perlopiù da riff massicci e da parti solistiche che si lasciano andare a passaggi piuttosto memorizzabili.
Anche se è azzardato trarre delle conclusioni in base ad un lavoro dalla durata piuttosto ridotta, si può dire che la summa degli In Loving Memory odierni sia costituita dall’ultima e più lunga traccia dell’Ep, Absence of Truth, nella quale trova la sua sublimazione il connubio tra la componente doom e quella melodic-death, che porta i nostri a spingersi talvolta verso territori contigui ai Dark Tranquillity.
Un brano decisamente riuscito, come del resto lo sono anche la breve e disturbata No Words Needed ed Intra Nebulam MMXIII , rifacimento del brano presente sull’album d’esordio “Tragedy & Moon”, dai tratti più tradizionalmente death-doom; discorso a parte merita A Path To Deliverance, non dissimile da Absence Of Turth a livello di intenti, benché molto più aggressiva, una traccia nella quale la band di Bilbao convince molto di più nei frangenti in cui il richiamo ai numi tutelari Swallow The Sun si fa più evidente rispetto a quelli dominati da un riffing oscuro ma meno efficace.
In definitiva Redemption si rivela una prova nel complesso abbastanza convincente e che fa intuire una certa propensione, da parte della band, a prediligere oggi soluzioni maggiormente d’impatto rispetto alle partiture malinconiche tipiche del doom ma, del resto, già in “Negation Of Life” si manifestava questa tendenza, pur se in maniera meno palese.
Un buon antipasto del full-length che verrà, si spera non troppo in là nel tempo.

Tracklist:
1 – No words needed
2 – A path to deliverance
3 – Intra nebulam MMXIII
4 – Absence of truth

Line-up:
Juanma B. – Guitar & vocals
Jorge A. – Guitar
Raul A. – Bass
Alberto D. – Keyboards
Igor P. – Drums

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