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Recensione : Impalers – God From The Machine

In questo nuovo album degli Impalers si viaggia spediti su strade solcate dai gruppi tedeschi, storici alfieri di un modo di suonare il thrash che ha fatto scuola.

Impalers  -  God From The Machine - Recensioni Metal

Un arpeggio acustico ci introduce a Future Void, si sentono boati in lontananza, poi il rumore si avvicina, l’elettricità riempie il silenzio e come un aereo in picchiata i watt esplodono sulle nostre teste e il sound di God From The Machine si libera in una devastante prova di forza: benvenuti nel mondo del teutonic thrash metal.

Gli Impalers sono una band danese al secondo full length, freschi di firma per la Crime Records e protagonisti negli ultimi anni di altre due uscite: il debutto “Power Behind The Throne” del 2013 e l’ep dello scorso anno “Prepare For War”.
Da segnalare, oltre l’ottimo sound del lavoro, la copertina ad opera di Par Oloffson, al lavoro anche per band del calibro di Exodus, Immortal e Job For A Cowboy.
In questo nuovo album si viaggia spediti su strade solcate dai gruppi tedeschi, storici alfieri di un modo di suonare il thrash che ha fatto scuola con la triade Sodom, Kreator, Destruction, anche se gli Impalers non mancano di aprire il loro sound, a tratti, all’altra faccia della stessa medaglia, il suo alter ego statunitense, con ottimi rallentamenti e soluzioni melodiche dai solos heavy ben congegnati.
Le vocals aggressive ed una velocità di esecuzione al limite del consentito, fanno di questo lavoro una tranvata niente male: il songwriting maturo lascia che le canzoni, dalla durata medio alta per il genere, abbiano nelle ritmiche e nelle atmosfere cangianti il loro punto di forza, dimostrando nelle molte parti strumentali il valore dei musicisti coinvolti.
L’impatto con il disco è di quelli che scaraventano al muro, con le prime quattro song di ottimo metal furioso e devastante e, dopo l’opener, la band spara mitragliate del calibro della title track, di Prepare For War e Beyond Trinity, mettendo in risalto l’ottima sezione ritmica composta da Kenneth Frandsen al basso e Ramus Kjaer alle pelli.
Le due asce non sono da meno, le dita di Soren Crawack, anche al microfono, e del solista Thomas Carnell, volano sui manici per regalarci solos che lampeggiano nel cielo come fulmini, imprendibili.
L’album ha il suo picco nello strumentale The Wall Of Eryx, bissato dalla massacrante e violentissima I Am Revolution, ottimo esempio di feroce thrash metal made in Germany, finendo la sua corsa verso l’implosione con The Vulturine, brano da massacro in sede live e ottima conclusione di un lavoro imperdibile e consigliato ai fan del genere.

Tracklist:
1. Future Void
2. God from the Machine
3. Prepare for War
4. Beyond Trinity
5. Destroy the Meek
6. Ghost
7. The Walls of Eryx
8. I Am Revolution
9. The Vulturine

Line-up:
Søren Crawack – Vocals, Guitars (rhythm)
Rasmus Kjær – Drums
Thomas Carnell – Guitars (lead)
Kenneth Frandsen – Bass

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