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Recensione : Halahkuh – Desecration

Un gioiellino estremo che conferma il fermento della scena metal indiana.

Halahkuh  -  Desecration - Recensioni Metal

Provengono da Pune (India) i death/thrasher Halahkuh, formatisi nel 2011 e all’esordio con questo Ep fatto di tre brani devastanti più un intro.

La band trae il proprio monicker da Hulagu Khan, discendente del più famoso Genghis Khan, ma tiranno ancor piu’ crudele; in questi tre pezzi il gruppo dimostra di avere le carte in regola per regalarsi uno spazio nel genere proposto, grazie ad un buon livello di esecuzione da parte di tutti i musicisti, ed il suo thrash contaminato dal death di scuola americana convince con brani potenti ma dal forte impatto melodico, grazie a una prova gagliarda da parte delle due chitarre, sopratutto la solista di Chinmay Bokil, sempre ispirata e protagonista di assoli di buona fattura.
Così, dopo l’intro veniamo travolti dal brano Sacrilege, con echi dei primi Sepultura, velocità di esecuzione e buon growl da parte del vocalist Prakhar Soni, anche bassista del combo.
Ottima Possessed Strangulated And Enslaved, un urlo disumano apre le danze, la song richiama fortemente il death melodico nord europeo e la solista regala assoli dallo spunto classico, davvero un brano dal tiro micidiale.
Percussioni dal sapore tribale introducono In Extremis, ultimo brano che conferma il buon livello del combo indiano: Vader e Sepultura sono i numi tutelari di questa ottima song, che conclude questo gioiellino estremo confermando il fermento della scena metal nel paese asiatico.
Speriamo solo che gli Halahkuh non si perdano e che al più presto raggiungano il traguardo del full- length.

Tracklist:
1. Ordeal
2. Possessed Strangulated And Enslaved
3. Sacrilege
4. In Extremis

Line-up:
Prakhar Soni – Vocals, Bass
Chinmay Bokil – Lead Guitar
Subhrajyoti Sarkar – Rhythm Guitar
Prasenjit “Bappi” Paul – Drums

HALAHKUH – Facebook

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