Funeris – Nocturnes for Grim Orchestra

Funeris - Nocturnes for Grim Orchestra 1 - fanzine

Funeris – Nocturnes for Grim Orchestra

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Non sono passati neppure due anni dalla recensione di Waning Light ed eccoci nuovamente alle prese con un nuovo full length dei Funeris, progetto solita del musicista argentino Alejandro Nawel Sabransky che, dimostrando una certa prolificità, ha nel frattempo dato alle stampe altri due lavori su lunga distanza, Funereal Symphonies e Act III: Bitterness.

Questo più recente Nocturnes for Grim Orchestra è uscito lo scorso gennaio e mostra il nostro alla prese con un funeral doom dai tratti sempre atmosferici, ma ammantati di una ritualità che, in qualche modo, viene già evocata dalla copertina.
Rispetto ai dischi precedenti cambia anche la formula, con tre brani della durata superiore ai venti minuti che si rivelano altrettante litanie funebri guidate per lo più da un lavoro tastieristico, all’interno del quale trovano spazio rari quanto graditi inserti chitarristici di matrice solista.
E’ inutile ribadire che bisogna prendersi tutto il tempo necessario, ma Nocturnes for Grim Orchestra è un disco che, con la dovuta lentezza, si sviluppa in crescendo, dopo la partenza buona ma non sensazionale di Sempiterna Oscuridad e l’annichilente procedere dell’ottima Tempus Edax Rerum.
Il sound diviene inesorabilmente meno liturgico e più atmosferico, rallentato ai limiti dell’asfissia specialmente nella conclusiva Mouldy Gravestones, consolidando l’interessante livello esibito da Sabransky negli ultimi due anni.
Funeris è un nome che, pur senza raggiungere i livelli delle band di punta del settore, si propone come approdo sicuro per chi voglia ascoltare queste luttuose sonorità.

Tracklist:
1. Sempiterna Oscuridad
2. Tempus Edax Rerum
3. Mouldy Gravestones

Line-up:
Alejandro Nawel Sabransky: All Instruments, Vocals

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Stefano Cavanna
stefano@iyezine.com

Cresciuto per motivi anagrafici a pane e prog, a differenza di molti miei coetanei non passo il tempo a piagnucolare sostenendo "cosa vuoi sentire ora, quello che viene pubblicato ai giorni nostri è tutta spazzatura" ... Invecchiando ho allargato invece i miei orizzonti musicali e oggi sono essenzialmente un appassionato patologico di funeral/death doom, oltre che ascoltatore compulsivo di metal in ogni sua svariata forma, senza per questo disconoscere (ci mancherebbe altro) tutta la grande musica prodotta negli anni '70.

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