Freedom Hawk – Into Your Mind

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Freedom Hawk – Into Your Mind

I Black Sabbath, il gruppo che insieme ai Led Zeppelin ha influenzato più band che tutti gli altri nomi storici messi assieme, li ritroviamo citati negli articoli delle recensioni più svariate, dal metal classico, all’hard blues, fino allo stoner e al doom, segno che di generi nella loro immensa discografia ne hanno toccati parecchi, ispirando anche diverse realtà superiori alla media, musicisti, considerati geni, che sui riff del mai troppo osannato Tommy Iommi, ci hanno costruito dei veri capolavori.

Ancora oggi, nell’anno di grazia 2015, le band che ispirano la propria musica sugli spartiti dei quattro di Birmingham sono tantissime, specialmente nell’ hard rock che volge lo sguardo allo stoner o alle sonorità settantiane, come ad esempio i Freedom Hawk, spettacolare trio della Virginia attivo da una dozzina d’anni.
Essendo statunitensi, chiaramente nel loro sound non confluiscono solo i Sabbath, allora ecco che ad impreziosire il lavoro di TR Morton (chitarra, tastiere e voce), Lenny Hines (batteria) e Mark Cave (basso) spunta il meglio dello stoner anni novanta ed il doom classico che, ballando tra i fuochi di riti sabbatici, ha portato il genere fino ai giorni nostri.
Into Your Mind risplende, tra le varie influenze, come una rara pietra preziosa, introvabile se non ci si mette alla prova attraversando deserti, dove le temperature incendiano il sangue che nelle vene scorre lento: un inesorabile discendere, seguendo il corso di vene rigonfie dal caldo opprimente, alla mercé di una natura selvaggia e di pericoli che ci circondano ad ogni passo e ad ogni respiro.
La voce di chi racconta al microfono è tremendamente alla Ozzy e, non me ne vogliano i fan del Madman, ma quel tono diventato leggenda sta a questo lavoro più che l’originale al metal modernizzato e da MTV degli ultimi album, e i brividi scorrono all’ascolto di canzoni eterne come Blood Red Sky, Lost In Space (capolavoro dell’album), Waterfall e compagnia, solo inframmezzate dalla title track, un blues rock che ricorda i Doors più crudi in versione doom.
I riff, base portante di un album dal songwriting epocale, costruiscono un muro acido di musica rock con il quale l’ascolto si trasforma in esperienza subliminale; il blues è presente nella sua forma più ruvida e l’ascolto fila via tra visioni flower power e mistiche messe, dove l’altare è una pietra su cui ridurre in poltiglia l’ennesimo fungo magico.
Nomi ne ho fatti già abbastanza, il meglio del genere è tutto qui, in questo lavoro che rischia di diventare l’album dell’anno per quanto riguarda queste sonorità, rivaleggiando con il bellissimo “Litanies From The Wood” dei nostrani Witchwood, altro straordinario lavoro per chi è dipendente da queste sonorità.

Track List:
1. Blood Red Sky
2. Journey Home
3. Lost In Space
4. On Your Knees
5. Waterfall
6. Radar
7. Beyond Our Reach
8. Into Your Mind
9. The Line
10. All Because Of You

Line-up:
Mark Cave – Bass
Lenny Hines – Drums
T.R. Morton – Guitars, Vocals, Keys

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