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Recensione : Fog – Mors Atra

Lโ€™ottima produzione rende l'ascolto piacevole e le tracce risultano varie, ben articolate, mettendo in mostra la buona tecnica dei musicisti senza perdere nulla dal punto di vista dell'impatto

Fog  -  Mors Atra - Recensioni Metal

Dopo anni di sbattimenti e rivoluzioni di line up finalmente i Fog sono riusciti ad arrivare al traguardo del debutto sulla lunga distanza.

Nata addirittura nel 1997 in quel di La Spezia e con due demo all’attivo (โ€œThe Answerโ€ del 2002 e โ€œSlavesโ€ del 2004) ed impegnadosi in molti concerti su e giรน per la provincia spezzina e nel nord Italia, la band si scioglie nel 2005 per tornare sei anni dopo con una nuova formazione e le motivazioni giuste per continuare un discorso musicale che vede nell’Ep โ€œChaos Regnatโ€ del 2013 il nuovo inizio.
E’ cosรฌ che Mors Atra vede la luce, registrato negli studi di Freddy Delirio degli storici Death SS e composto da nove tracce di death metal old school, potente e devastante, prodotto come si conviene e dall’impatto di un meteorite caduto sulle nostre teste.
Le parti cadenzate sono maggiori rispetto alla velocitร  tout court, ma risultano monolitiche e pesanti come enormi incudini, la voce in growl รจ perfetta, feroce, una fiera diabolica e ferita che sputa odio e rabbia come se non ci fosse un domani (William Perfigli), ed il tutto risulta tremendamente pesante e distruttivo.
Si viaggia tra accelerazioni fulminanti nelle ritmiche ed una pesantezza disumana, tutti gli strumenti sono sul pezzo, cosรฌ che non solo la sezione ritmica risulti una tremenda macchina da guerra (Cristiano Pappalardo alle pelli e Mattia Bonini al basso) ma facendo sรฌ che le due asce riempiano il sound di solos urlanti e ritmiche debordanti (Michele Podda e Giovanni Luciani).
Death metal old school ma senza scendere nel vintage a tutti i costi: lโ€™ottima produzione rende l’ascolto piacevole e le tracce risultano varie, ben articolate, mettendo in mostra la buona tecnica dei musicisti senza perdere nulla dal punto di vista dell’impatto, che rimane elevato per tutta la durata del disco.
Dalla stupenda opener Mass Hysteria, alla conclusiva e monolitica title track, si passa tra le grinfie di brani come Avid e Spineless, altri due picchi di questo altare al death metal innalzato dai Fog.
Altra band nostrana dedita al re dei generi estremi della quale vale la pena di approfondire la conoscenza ed ascoltare quanto ha da dirci in musica, i Fog si segnalano come un’ottima realtร  del panorama estremo nazionale, per cui mai ritorno รจ si รจ rivelato piรน gradito.

Tracklist:
1.Mass Histeria
2.Burn Your Sinner
3.Infecting the Weak
4.Avid
5.The Call of Genocide
6.The Sick Part of Your Brain
7.Spineless
8.Scars of Vengeance
9.Mors Atra

Line-up:
Mattia Bonini – Bass
Michele Podda – Guitars (lead)
Giovanni Luciani – Guitars (rhythm)
William Perfigli – Vocals
Cristiano Pappalardo – Drums

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