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Recensione : Fangs Of The Molossus – Fangs Of The Molossus

Interessante ristampa in vinile dell'album d'esordio della band toscana pubblicato originariamente nel 2013.

Fangs Of The Molossus – Fangs Of The Molossus

Band toscana attiva da qualche anno, i Fangs Of The Molossus tornano alla ribalta grazie alla ristampa in vinile da parte della Italian Doom Metal Records del loro unico album pubblicato originariamente nel 2013.

Questo ci fornisce l’occasione di prendere in esame un lavoro che sarebbe stato un peccato trascurare, nel quale in una quarantina di minuti viene proposta una forma di doom dalla forte componente psichedelica e dall’impatto non indifferente.
L’album si fa apprezzare, in primis, per l’apparente confluenza di diverse anime musicali, il che porta i Fangs Of The Molossus a passare dal convincente doom canonico dell’opener Caligula alla psichedelia spinta all’ennesima potenza di Cult of the Witch Goddess e I Drink Your Blood .
O Fera Flagella, poi, è una traccia strumentale prevalentemente acustica che inizialmente possiede un certo sentore morriconiano e che, in ossequio all’istintivo abbinamento tra la musica del nostro maggior genio musicale contemporaneo e l’immaginario cinematografico, va a stemperarsi nella reiterazione di un campionamento tratto da un vecchio documentario riguardante il rito dei Vattienti, cruda forma di autoflagellazione praticata da alcuni figuranti durante la processione del Sabato Santo nel paese di Nocera Terinese.
Dead King Rise, la lunga traccia conclusiva, cerca nuovamente di fondere con buon successo il doom e la psichedelia anche se rispetto ai brani precedenti si rivela un po’ meno fruibile ma non per questo meno coinvolgente.
Nel complesso il disco dovrebbe soddisfare il palato degli appassionati del genere e, se proprio devo trovare un punto debole, questo è rinvenibile nella parte vocale, sicuramente migliorabile per quanto utilizzata in maniera piuttosto misurata, essendo il sound dei Fangs Of The Molossus per sua natura predisposto ad un’espressione prevalentemente strumentale
Indubbiamente la band fiorentina trae i maggiori influssi dalla scena statunitense, proprio per la sua forte compente lisergica, piuttosto che dai nomi di punta del movimento nostrano, ma questo non deve essere certo visto come un limite, alla luce del buon risultato ottenuto.
Nel frattempo la line-up della band è cambiata, in particolare per quanto riguarda voce e batteria: vedremo se questi aggiustamenti consentiranno alla band di progredire ulteriormente, potendo avvalersi comunque di una solida base di partenza costituita da questo interessante esordio.

Tracklist:
1. Caligula
2. Cult of the Witch Goddess
3. I Drink Your Blood
4. O Fera Flagella
5. Dead King Rise

Line-up:
Acid King Khanjia – voce, chitarra
Amp Zilla – chitarra solista, effetti
Count J. Vendetta – chitarra, effetti
Daemon Nox – basso
Iako – batteria

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