iye-logo-light-1-250x250
Webzine dal 1999
Cerca
Close this search box.

Recensione : Exordium Mors – The Apotheosis Of Death

Black/thrash devastante ed epico eseguito con maestria dagli Exordium Mors.

Exordium Mors – The Apotheosis Of Death

Vomitati dall’inferno, proprio come il nome dell’etichetta che li produce, arrivano dalla Nuova Zelanda gli Exordium Mors, al debutto discografico dopo che dal 2006 devastano qualsiasi cosa capiti loro a tiro con una serie di demo ed Ep.

Epici, guerrafondai e in possesso di una forza primordiale devastante, i cinque musicisti sono un’istituzione in patria nella scena estrema e con ragione, direi, visto il massacro rappresentato da The Apotheosis Of Death: un metal estremo suonato alla velocità della luce, un armageddon sonoro fatto di battaglie che si trasformano in stragi sanguinarie, un odio che zampilla dalle tracce di questo monolite sacrificato sull’altare di un demone guerresco e abominevole.
Behemoth, Bathory, Destroyer 666, sono le band che più aleggiano su questo manifesto alla pura violenza distruttrice, ma il combo ci mette del suo e ne esce un così abominio sonoro notevole, sempre in bilico tra black e thrash, con tratti epici e velocità pazzesche anche se, per assurdo, sono i rallentamenti che donano ancor più cattiveria e magniloquenza ai brani del disco, come la bestiale The Corpse of Your Divinity Now Burns, che si candida come picco dell’intero lavoro, accompagnata da cori epici da brividi, o la grandiosa Fire and Triumph, il brano avvincente più thrash del lotto.
Gli Exordium Mors hanno dalla loro una gran tecnica e questo facilita e rende piacevole l’ascolto, seguendo i riuscitissimi assoli della coppia d’asce Black Mortum e Santi, chitarristi dotati di gran talento che infarciscono i brani di velocissimi e riusciti solos, mentre la sezione ritmica è di una velocità e precisione inumana, come un uragano di demoni alla conquista del mondo (Assailant e Hayden Hades).
Gran pezzo anche Abandon All Hope, ancora su coordinate thrash oriented, declamata dal sacerdote del male Scourge Witchfucker, bestiale in tutto il lavoro e dotato di uno scream diabolico che si alterna ad ululati death con i quali vomita odio e blasfemia a getto continuo.
Senza un attimo di tregua il massacro arriva a compimento, persino l’outro, che di solito anche nelle band estreme ha connotazioni atmosferiche, si rivela uno strumentale massacrante che solo negli ultimi dieci secondi sfuma in note di piano fredde come un iceberg.
Disco da ascoltare senza riserve.

Tracklist:
1. Apotheosis of Death: I. Axiom
2. Apotheosis of Death: II. As the Vultures Descend
3. Apotheosis of Death: III. Ascension Through Vanquished Flesh
4. Apotheosis of Death: IV. The Corpse of Your Divinity Now Burns
5. Apotheosis of Death: V. The Purging Storm of Chaos Unfurls…
6. Apotheosis of Death: VI. …Unto the Lightning Swords of Conquest (Mars Invictus)
7. Fire & Triumph
8. Abandon All Hope
9. Blade of Brutus
10. Outro

Line-up:
Santi – Guitars
Black Mortum – Guitars
Scourge Witchfucker – Vocals
Assailant – Bass
Hades – Drums

EXORDIUM MORS – Facebook

Get The Latest Updates

Subscribe To Our Weekly Newsletter

No spam, notifications only about new products, updates.
No Comments

Post A Comment

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

POTREBBE INTERESSARTI ANCHE

Kensington – Control

La band capitanata da Casper Starreveld ha creato un album che ha il destino già scritto prima di arrivare all’orecchio dei fans, una raccolta di canzoni pregna di atmosfere melanconicamente melodiche, con più di un riferimento al rock alternativo degli ultimi vent’anni, molto britannico concettualmente, ma assolutamente già sentito sui canali e radio specializzate in musica e cultura indie.

The Pier – The Pier

Per gli amanti del genere un album da ascoltare a più riprese, ed una band da seguire visto l’enorme potenziale artistico.

Somnium Nox – Apocrypha

Con coraggio e personalità i due musicisti australiani incorporano in un’unica opera quella che è stata l’evoluzione del genere dagli ormai lontani primi anni novanta