EX OTAGO – MEZZE STAGIONI

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EX OTAGO – MEZZE STAGIONI

Gli Ex-Otago per me hanno rappresentato una dura prova. Al tempo della loro prima uscita, “The Chestnuts time”, mi stavano abbastanza sulle palle, per quella loro aria da intellettualoidi un po’ fighetti. Non avevo mai sentito il loro disco. Quando l’ho sentito, mi era piaciuto molto, come fantastici erano i video. Ho cominciato a ricredermi e da allora li seguo, e la loro musica, insieme alla loro poetica, formano un insieme di citazioni, colpi di genio, trashate popolari di rara intenistà e profondità. Visti con l’occhio del sociologo direi che gli Ex-Otago sono il prodotto di una certa Genova, e di un certo sostrato mentale comune a tanti coglioni come me, o come altri.

Cartoni animati, stupidi telefilm, tanta noia davanti a giocattoli rotti, giornate ai giardinetti giocando a pallone e soprattutoo un sacco di seghe mentali. Dato che forse non saremo mai niente, sia per colpa nostra che per cause allogene, almeno inventiamo un mondo alternativo, sempre legato alla nosta vita. Questo è un disco popular, non pop, pop è per gli inglesi o gli americani. Popolare perchè è il primo disco italiano ad essere pubblicato grazie all’azionariato popolare, ovvero i fans hanno partecipato con 25 euros a testa, ricevendo cd e maglietta in tiratura limitata, brani in anteprima, il proprio nome pubblicato nei credits del disco, riduzione concerti e sul merchandising. Se ci saranno utili saranno suddivisi tra i possessori delle qutoe a distanza di un anno dalla pubblicazione. L’azionariato popolare è una cosa bellissima, tu paghi in maniera diretta, senza intermediari, il tuo artista preferito, e gli dai l’autonomia di scegliere dove e come farsi produrre il proprio disco. Gli Ex-Otago hanno scelto di andare a Bergen ( ma non perchè là c’è un sacco di figa…) in Norvegia a farsi produrre da Davide Bertolini, produttore dei Kings Of Convenience. La produzione del sig. Bertolini è splendida, pulita ed essenziale, con il minor numero di post produzione possibile, davvero azzeccata. I pezzi ti catturano tutti, ti prendono e non ti lasciano per un momento, orecchiabili e piacevoli, con una grossa nota di malinconia e di figurina sbiadita. In tutti i pezzi è presente qualcosa che possiamo riconoscere, qualcosa di nostro. Non parliamo di manifesti né di generazione x o y, qui si parla di noi, che forse non è andata come volevamo, ma siamo ancora in tempo. Ma poi cos’è che volevamo veramente ? L’unica cosa che non possiamo fare è di dare retta a stupidi steccati e non gustarci delizie come questo disco, solo perchè dobbiamo essere integralisti o fare i duri. Io ho fatto una gran scoperta con gli Ex-Otago, e loro sono un grande gruppo. Questo disco penso sarà il loro migliore, vista la freschezza e la bellezza dei testi e della musica, gli inserimenti vocali di Argentesi sono molto azzeccati, e tutto il disco ha un gran appeal. Un contadino, un negoziante, un autista di autobus pubblici, che fanno un gran disco con l’azionariato popolare prendendosi molto poco sul serio ? Ma cosa volete di più ? Giovanardi che se ne va finalemente a fare in culo? Giusy Ferreri che si dà definitivamente allo scat porno ?

www.ex-otago.it

 

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