Eis – Wetterkreuz

“Wetterkreuz” riporta meritatamente all’attenzione gli Eis / Geist

Eis - Wetterkreuz 1 - fanzine

Il nome Eis ai più potrebbe dire poco o nulla, ma in realtà si tratta della nuova incarnazione dei Geist, ottima black metal band tedesca costretta a modificare il proprio monicker a causa di una diatriba giudiziaria con un gruppo omonimo.

Pertanto questo Wetterkreuz costituisce, di fatto, il loro full-length d’esordio, anche se gli Eis hanno già riedito con questo nome sia “Patina” che “Kainsmal”, i due migliori dischi, nonché i primi in ordine temporale, pubblicati con il precedente monicker.
La voce dell’immortale Klaus Kinski introduce Mann Aus Stein, brano dalle atmosfere maestose ed evocative, che fa subito capire che quel parziale appannamento mostrato con “Galeere”, ultimo parto discografico dei Geist, è stato annullato dal rinnovato entusiasmo con il quale i due superstiti della line-up originaria, Alboin e Marlek, si sono lanciati in questa nuova avventura.
Auf Kargen Klippen è un’altra splendida traccia, forse dall’appeal più scandinavo rispetto al resto dell’album, intriso, invece, delle sonorità tipiche della scena tedesca che vede come inevitabili punti di riferimento i Lunar Aurora. In questo senso vanno sia la più cupa title-track che l’altrettanto valida Am Abgrund, mentre la voce dell’attore prediletto da Herzog torna a farsi sentire in Bei den Sternen brano che chiude alla grande, così come era iniziato, un album di notevole spessore.
Come valore aggiunto, va rimarcato che la versione digipack del CD offre, oltre a una valida bonus track, Thou Whose Face Hath Felt the Winter’s Wind, cover dei misconosciuti Sun of the Sleepless (accantonato progetto solista di Schwadorf dei Vision Bleak), anche un cd contenente i cinque brani remixati da altri musicisti (tra i più noti Duncan Patterson – ex-Anathema ex-Antimatter e The Gentleman e H.H.Bronsdon – A Forest Of Stars) che potrebbe rivelarsi di sicuro interesse per chi apprezza anche il sound elettronico.
Wetterkreuz riporta meritatamente all’attenzione gli Eis / Geist confermando la bontà di una scena tedesca, che oggi, forse, costituisce qualitativamente il vero punto di riferimento per quanto riguarda il black metal.

Tracklist :
1. Mann aus Stein
2. Auf kargen Klippen
3. Wetterkreuz
4. Am Abgrund
5. Bei den Sternen
6. Thou, Whose Face Hath Felt the Winter’s Wind (Sun of the Sleepless cover)

Line-up :
Alboîn – Guitars, Bass, Vocals, Keyboards
Marlek – Drums

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Autore: Stefano Cavanna

Cresciuto per motivi anagrafici a pane e prog, a differenza di molti miei coetanei non passo il tempo a piagnucolare sostenendo "cosa vuoi sentire ora, quello che viene pubblicato ai giorni nostri è tutta spazzatura" ... Invecchiando ho allargato invece i miei orizzonti musicali e oggi sono essenzialmente un appassionato patologico di funeral/death doom, oltre che ascoltatore compulsivo di metal in ogni sua svariata forma, senza per questo disconoscere (ci mancherebbe altro) tutta la grande musica prodotta negli anni '70.

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