ebon tale-sit down

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Partiamo subito facendo risaltare i limiti di quanto gli E.T. ci presentano e cioè l’eccessiva esiguità della loro sintesi di proposta; l’ascolto di soli due pezzi infatti non può certo bastare per esprimere un giudizio ponderato su di loro. Certo anche nella parchezza di quanto ci è dato d’ascoltare si intuisce che il gruppo ha indubbie potenzialità il che non fa altro che accrescere la nostra curiosità di poterli ascoltare sulla lunga distanza. Parlavamo di due pezzi ed andiamo allora ad analizzarli: il primo, più veloce, ricorda il punk primordiale e stradaiolo che incendiò le nottate newyorkesi di CBGB’s e May Kansas City; il secondo, strumentale, anche se attitudinalmente punk, è molto più frammentato e destrutturato. Purtroppo non ho nessuna informazione su di loro e debbo dire che ciò mi dispiace parecchio: sono convinto che gli Ebon Tale siano un’ottima band e che abbiano conseguenzialmente grosse qualità; ve ne consiglio quindi caldamente l’ascolto

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Il Santo
calcagnoluca31@gmail.com

Il Santo alias Luca ovvero il secondo (o il primo,fate voi) urlatore alla sbarra,a proposito tutti sul podcast ad ascoltarci.Il sopranome l'ho adottato non per motivi religiosi, ma ispirandomi al miticopersonaggio interpretato da Roger Moore nello splendido telefilm Simon Templar.MI piace ascoltare musica,leggere,il gioco del calcio,pensare con la mia testa.Mi piace il sublime e il terribile, il rock'n'roll piu' semplice ma anche un sacco di altre cose. Mi piacciono le persone che non si fanno di inutili menate per questo mi piacciono Simone e Loriana e per questo scrivo e sostengo In your eyes.

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