iye-logo-light-1-250x250
Webzine dal 1999
Cerca
Close this search box.

Recensione : Dread Sovereign – All Hell’s Martyrs

Anche se qui non stiamo parlando dei Primordial, inevitabilmente i fan della storica band irlandese non si faranno sfuggire la possibilità di apprezzare l’ora abbondante di musica di qualità contenuta in "All Hell’s Martyrs" .

Dread Sovereign – All Hell’s Martyrs

Alan Averill (Nemtheanga) non è tipo che ami stare fermo a dormire sugli allori. Nonostante l’ultimo disco dei suoi Primordial non sia recentissimo continua ad calcare i palchi di mezza Europa (è solo dello scorso febbraio l’eccellente esibizione al Rock’n’Roll di Romagnano Sesia) e, non contento, propone questo suo progetto doom denominato Dread Sovereign, assieme al fido drummer Simon O’Laoghaire ed al chitarrista Bones dei misconosciuti Wizards of Firetop Mountain.
Anche se non nuovo ad incursioni nel genere, dopo aver prestato dieci anni or sono la propria voce al magnifico “Human Antithesis” dei romani Void of Silence, etichettare semplicemente come doom questo nuova avventura di Alan non sarebbe corretto: tale definizione è ineccepibile per brani come Thirteen Clergy e Cthulhu Opiate Haze, nei quali la band appare come una versione dei The Wounded Kings con voce sacerdotale maschile anziché femminile, e per i primi minuti di diverse altre tracce nelle quali il sound prende successivamente sfumature che esulano ampiamente dagli schemi della musica del destino (la sulfurea ritualità dell’allucinata Pray to the Devil in Man, le derive quasi in stile paradiselostiano nelle parti finali di We Wield the Spear of Longinus e Cathars to Their Doom)
Ma tali riferimenti, alla fine, vengono manipolati e stravolti da Alan con tonalità particolarmente velenose ed anche inconsuete per il suo tipico range vocale, poggiandosi su un tappeto musicale sufficientemente dinamico quanto non di semplicissima lettura.
Va detto che una base ritmica lineare ma efficace, a cura dello stesso Nemtheanga al basso e di Sol Dubh, supporta alla perfezione il lavoro chitarristico di Bones, piuttosto originale e capace di esibire suoni inconsueti per il genere, mostrando talvolta un tocco dai tratti vicini alla darkwave ottantiana, come nella splendida Scourging Iron; un aspetto decisamente anomalo, e che a molti non sarà sfuggito, è comunque il reiterarsi in momenti diversi del disco degli stessi accordi chitarristici che si rivelano, però, un artificio utile nel fornire ai brani una ritmica ed un fascino del tutto particolare.
Come si può intuire All Hell’s Martyrs non è un lavoro di semplicissima fruizione, tanto che non lo definirei del tutto adatto agli appassionati del doom più tradizionale; qui i fantasmi di Sisters Of Mercy e Fields Of The Nephilim si aggirano inquietanti tra le partiture del lavoro, donandogli un’aura a suo modo unica: la conclusiva e lunghissima All Hell’s Martyrs, Transmissions from the Devil Star sembra davvero una traccia suonata dagli autori di “Elizium” in preda ad una sorta di trip space-gothic-doom, con esiti magnifici.
Su tutto il lavoro però si staglia inequivocabile la voce unica per capacità evocativa di Alan Averill che, senza nulla togliere all’ottimo lavoro dei musicisti che lo hanno accompagnato in tutte le sue avventure musicali, si rivela da sempre l’elemento capace di elevare all’eccellenza anche dischi che con un altro cantante sarebbero stati considerati buoni e nulla più.
I Dread Sovereigns con questo lavoro ripagano parzialmente chi aveva ritenuto “Redemption at the Puritan’s Hand” un gradino sotto a un capolavoro come “To the Nameless Dead” e, anche se qui non stiamo parlando dei Primordial, inevitabilmente i fan della storica band irlandese non si faranno sfuggire la possibilità di apprezzare l’ora abbondante di musica di qualità contenuta All Hell’s Martyrs .

Tracklist:
1. Drink the Wine
2. Thirteen Clergy
3. Cthulhu Opiate Haze
4. The Devil’s Venom
5. Pray to the Devil in Man
6. Scourging Iron
7. The Great Beast
8. We Wield the Spear of Longinus
9. Cathars to Their Doom
10. All Hell’s Martyrs, Transmissions from the Devil Star

Line-up :
Nemtheanga – Bass, Vocals
Sol Dubh – Drums
Bones – Guitars

DREAD SOVEREIGN – Facebook

Get The Latest Updates

Subscribe To Our Weekly Newsletter

No spam, notifications only about new products, updates.
No Comments

Post A Comment

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

POTREBBE INTERESSARTI ANCHE

Silent Vigil – Hope and Despair

Se in passato il sound traeva principalmente linfa dall’insegnamento dei Daylight Dies, tutto sommato Hope and Despair è un album che si muove in continuità con quello stile, che qui viene ulteriormente ribadito dando alla fine l’auspicato seguito, sia pure con il nuovo moniker Silent Vigil, alla brusca archiviazione degli Woccon avvenuta dieci anni fa.

Celestial Season – Mysterium III

La terza parte di Mysterium si muove stilisticamente in continuità rispetto a quanto fatto nella prima metà degli anni novanta ma senza che questo assuma un sentore di stantio, con l’adesione genuina a quegli storici stilemi che diviene il punto di forza nell’operato dei Celestial Season di questo decennio.

Ruststained – Years in Vain

L’operato dei Ruststained non appare affatto didascalico anche perché traspare ad ogni nota una genuinità e una passione che sono lontani anni luce da ogni forma di plastificazione musicale.