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Recensione : Desecresy – Stoic Death

Album estremo per intensità e atmosfere, Stoic Death risulta un lavoro davvero ben fatto e sicuramente il punto più alto della discografia del gruppo finlandese, meritando molto di più che un distratto ascolto

Desecresy – Stoic Death

Torna il duo finlandese composto dal polistrumentista Tommi Grönqvist e dal vocalist Jarno Nurmi, che sotto il monicker Desecresy continuano imperterriti il loro lento discendere nell’abisso del metal estremo, con questo Stoic Death, successore del buon Chasmic Transcendence, uscito lo scorso anno e di cui Iyezine vi aveva illustrato le caratteristiche.

Un bel passo avanti risulta il nuovo lavoro per la band di Helsinki, Stoic Death licenziato anch’esso per l’arcigna Xtreem (un monumento per il death metal underground), accentua le virtù del precedente lavoro, lima qualche difetto e si accinge a conquistare nuovi fans, risultando un muro sonoro niente male, vorticoso e soffocante il giusto per mantenere inalterata la buona dose di forza bruta tra death metal e doom.
Sempre brutale e senza compromessi il growl di Nurmi e di sicuro effetto i suoni della sei corde, che creano un mulinello pericolosissimo di suoni lancinanti, molto scandinavi come nella tradizione del death nord europeo dei primi anni novanta.
Ancora più estremo nei rallentamenti di stampo doom/death che, come nell’album precedente, ricordano a grandi linee gli Asphyx, in generale il mood del disco non si discosta dalla musica creata fin qui dai Desescresy, ma il tutto risulta più convincente e ben congegnato.
Come una lunga suite estrema i brani si succedono, oscuri e pressanti, regalando momenti di soffocante e diabolico death metal, riff che si ripetono e sfiancano come in un rituale oscuro, dove la forza metallica, viene accompagnata dalla inesauribile e monolitica potenza lavica della musica del destino, in un sabba nero come la pece e labirintico, traumatico e doloroso.
Remedies of Wolf’s Bane da il via alla lunga passeggiata verso la morte e la band va subito all’attacco, risultando uno dei brani più veloci del disco, l’inizio della seguente The Work of Anakites continua a martellare, fino a metà brano dove una parte lentissima, smorza non di poco la velocità e da qui in poi si entra nel mondo di questo Stoic Death.
Riff che arrivano direttamente da un altro mondo, frenate che lasciano sulla strada note bruciate da bruschi rallentamenti, e chitarre torturate all’inverosimile, creano labirinti dove non esiste altro modo che perdersi e sono parte importante di tracce ipnotiche come Passage to Terminus, Sanguine Visions e Cantillate in Ages Agone.
Album estremo per intensità e atmosfere, Stoic Death risulta un lavoro davvero ben fatto e sicuramente il punto più alto della discografia del gruppo finlandese, meritando molto di più che un distratto ascolto, consigliato.

TRACKLIST
1. Remedies of Wolf’s Bane
2. The Work of Anakites
3. Passage to Terminus
4. Abolition of Mind
5. Sanguine Visions
6. Funeral Odyssey
7. Cantillate in Ages Agone
8. Unantropomorph

LINE-UP
Jarno Nurmi – Vocals
Tommi Grönqvist – Guitars, Bass, Drums

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