Cut – Second Skin

Cut – Second Skin

Hai voglia a cercare le parole per introdurre un nuovo disco dei Cut.

Cosa dire, che non sia già stato detto, di una band che ha fatto la storia dell’underground italiano, che suona da vent’anni e che ci ha regalato cinque album che abbiamo negli anni consumato dagli ascolti?

Cercare nuovi aggettivi per esaltare una formazione con la quale sono (siamo) cresciuti a questo punto appare inutile e allora per una volta non cercherò di arrampicarmi sugli specchi per inventarmi un nuovo incipit e mi dedicherò direttamente a questo album che, in poco più di trentacinque minuti, dimostra come il terzetto bolognese nonostante gli anni passino non sembra voler perdere nulla della sua brillantezza.

Mi levo subito il pensiero e butto lì la mia bestialità; in due pezzi come Shot Dead e Parasite, arricchiti come sono dai fiati, mi è sembrato (lontanamente) di sentire echi di Rocket From The Crypt! Ho detto la mia? Chissà magari leggendo questi righe sia gli autori che gli ascoltatori potrebbero deridermi o confermare la mia sensazione, non vi nascondo che sarei curioso di saperlo.

Bene detto questo tento di tornare nei binari della “normalità” e cito gli altri brani che mi hanno maggiormente colpito fra quelli compresi in scaletta; il primo è Too Late con il suo hardcore nervoso e tribale alla Jesus Lizard, seguono poi Take It Back To The Star un brano oscuro scarno ma sinuoso che sa un po’ di Stooges (dimmici niente!), Second Skin che ricorda i Sonic Youth quand’erano al massimo della forma, Catch My Fall dove sembra di ascoltare una versione meno pop degli Swervedriver per chiudere con il punk-blues ultra incisivo di Crash And Burn. Alcuni giorni fa, un po’ per gioco un po’ per noia, ho stilato su facebook la lista dei miei dieci album italiani preferiti di ogni tempo, nei commenti che il mio post ha ricevuto uno mi chiedeva perché non vi avessi incluso Operation Manitoba dei Cut, effettivamente non lo avevo fatto e subito ho capito come dieci titoli fossero davvero pochi.

Ebbene per tutti quanti abbiano ascoltato (e ancora ascoltino) un tale capolavoro vi dirò che questo Second Skin è all’incirca su quel livello, un livello altissimo.

 

TRACKLIST
1) Shot Dead
2) You Killed Me First
3) Too Late
4) Parasite
5) Automatic Heart
6) Take it Back To The Start
7) Second Skin
8) Holy War
9) The One Who Waits
10) Paralysed
11) Catch My Fall
12) Crash And Burn

LINE-UP
Ferruccio Quercetti – Vocals,Guitar
Carlo Masu – Guitar,Vocals
Gaetano Maria Di Giacinto – Drums,Percussion

URL Facebook
http://www.facebook.com/#!/SoundofCut

Share:

Facebook
Twitter
Pinterest
LinkedIn
Get The Latest Updates

Subscribe To Our Weekly Newsletter

No spam, notifications only about new products, updates.
No Comments

Post A Comment

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

On Key

Related Posts

Memoriam – Rise to power

Atteso ritorno dei Memoriam, il gruppo death metal fondato dal cantante Karl Willetts ex dei Bolt Thrower  da Frank Healy bassista dei Benediction ed ex chitarrista dei Napalm Death, insomma la crema del death metal, coadiuvati molto bene da Scott Fairfax alle chitarre e Spike T. Smith alla batteria.

Cosa resta del duemilaventidue

  Un altro anno se n’è andato, portandosi dietro le scorie di dodici mesi costantemente vissuti al di sotto delle nostre possibilità, castrati da un contesto sociale che non riusciamo a modificare in alcun modo. I sogni anche per questa volta sono rimasti tali, immutati

Tropical Fuck Storm - Submersive Behaviour_cover

Tropical Fuck Storm – Submersive Behaviour

È qui e richiede attenzione, perché i Tropical Fuck Storm hanno dimostrato più volte di saper far bene, di saper maneggiare il rock (alternativo, indie, noise, quello che volete) meglio di tanti altri – ma direi di quasi tutti.

Luca Ottonelli

Luca Ottonelli. E’ nato a Genova nel 1969 e ho completato i primi studi artistici avendo come maestro di Figura G. Fasce.