CESARE BASILE – SETTE PIETRE PER TENERE IL DIAVOLO A BADA

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Cesare Basile, dopo Storia Di Caino (2008), ritorna con un nuovo disco: Sette Pietre Per Tenere Il Diavolo A Bada. Se già dal titolo si può presagire che lo smalto non è andato perso nel silenzio degli ultimi tre anni, a convincerci della qualità dell’opera ci pensa anche la presenza di una lunga lista di nomi noti (Alessandro Fiori, Roberto Angelini, l’ormai onnipresente Enrico Gabrielli, Rodrigo D’Erasmo e Roberto Dell’Era, per citarne solo alcuni).

L’ordine Del Sorvegliante ha il compito di aprire, con le sue ritmiche viscerali, la chitarra ipnotica, gli arrangiamenti serpeggianti e, soprattutto, con il suo ritornello ammaliante “che alle volte la canzone è un asino che raglia, e l’amore una faccenda troppo delicata, per lasciarla a voi”. Il Sogno Della Vipera mesta e cruda, con voce scura e ruvida (un poco alla Giorgio Canali), striscia lenta su terre aride e roventi mentre L’Impiccata cresce, con il suo testo crudo e l’incedere inarrestabile, tra cori, chitarre e fiati incatramati. Strofa Della Guaritrice non intende demordere e, su ritmi sghembi e melodie allucinate, riproduce l’angosciante movimento dell’esercito dei vermi “…il signore è così che lo vuole il mondo, se non campano i vermi nessuno può campare”. E Alavò, in siciliano, trasmette calore e sudore, ricordando in alcuni passi Fabrizio De Andrè, il quale, viene citato esplicitamente nella successiva Elon Lan Ler, tra momenti inquieti, spiragli di dolcezza e la rivisitazione della Ballata Dell’Amore Cieco. Sette Spade, più spigliata, ha ancora De Andrè nelle ossa, avvertendo che “tu mangi terra e loro mangian pane” mentre Lo Scroccone Di Cioran piomba nella calma e nella notte, adagiandosi su splendidi arrangiamenti. La Sicilia Havi Un Patruni sa di terra e di fatica, di tensione, di rabbia ribollente e frustrazione sull’orlo dell’esplosione. Infine, Questa Notte L’Amore A Catania, più delicata e distesa (almeno nella musica), mette fine al disco.

Cesare Basile ritorna e convince. Un disco che si lascia ascoltare con facilità e che soddisfa nella sua interezza. Le melodie, i testi, gli arrangiamenti sono ben curati ed efficaci fin nel dettaglio. Si può lamentare che alcuni momenti siano un poco meno interessanti e che lo spirito di Fabrizio De Andrè aleggi nell’ombra, ma sono piccolezze; il disco gronda qualità e non delude.


TRACKLIST:
01. L’ordine Del Sorvegliante
02. Il Sogno Della Vipera
03. L’impiccata
04. Strofe Della Guaritrice
05. E Alavò
06. Elon Lan Ler
07. Sette Spade
08. Lo Scroccone Di Cioran
09. La Sicilia Havi Un Patruni
10. Questa Notte L’Amore A Catania

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