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Recensione : Cauldron – In Ruin

Una band onesta, un sound che รจ storia del nostro genere preferito, ed un lotto di buone canzoni, fanno di In Ruin un album consigliato agli amanti dell'heavy metal tradizionale di scuola ottantiana.

Cauldron  -  In Ruin - Recensioni Metal

In questo periodo di ritorno dei suoni vintage e classici, anche l’heavy metal trova i suoi adepti, che tornano al sound di metร  anni ottanta con ritrovata verve ed un pizzico di attitudine nostalgica.

A label come la tedesca Pure Steel, ormai punto di riferimento per il metal/rock dai suoni classici, si aggiungono piccole etichette che, con ritrovato entusiasmo, ci regalano lavori dallo spirito vintage, ma di per se molto affascinanti, un viaggio sulla macchina del tempo musicale e fermata nel Regno Unito, intorno al 1982 o giรน di li.
La High Roller Records distribuisce in Europa, l’ultimo lavoro dei canadesi Cauldron, trio di Toronto con in testa l’heavy metal old school e la scena britannica, conosciuta come new wave of british heavy metal.
In Ruin รจ il quarto full length di un’avventura iniziata nel 2006 con l’esordio Live 7 e continuata tra ep, split e tre album, Chained to the Nite del 2009, Burning Fortune del 2011 e Tomorrow’s Lost dell’anno dopo e che ha visto la band calcare i palchi insieme a gruppi di notevole spessore come Nevermore, gli storici Diamond Head, i thrashers Death Angel e le leggende Metallica.
Non male direte voi, beh i Cauldron ci sanno fare, il loro sound cosรฌ devoto al genere storico per antonomasia di tutto il panorama metallico, non lascia niente all’originalitร , ma in quanto ad attitudine sembra davvero di essere al cospetto di un album ed una band uscita tra i vicoli di una Manchester o Londra di primi anni ottanta.
Tutto รจ perfetto nel suo spirito nostalgico, ritmiche e cavalcate elettriche, cori, refrain e riff che non risparmiano melodie, un tono vocale perfetto per il melodic heavy metal e canzoni sufficientemente buone per tenere l’ascoltatore con le cuffie ed il volume al massimo, dall’opener No Return / In Ruin, giรน per Hold Your Fire, Santa Mira, fino alla bellissima semiballad dai rimandi sassoni Delusive Serenade, che avvicina alla conclusione questo buon esempio di heavy metal vecchia scuola, non prima di averci fatto sbattere le capocce con Outrance, che mette la parola fine sul nuovo album dei Cauldron.
Una band onesta, un sound che รจ storia del nostro genere preferito, ed un lotto di buone songs, fanno di In Ruin un album consigliato agli amanti dell’heavy metal tradizionale di scuola ottantiana.
Da ascoltare stando attenti alle lacrimucce, effetto collaterale per i vecchi true metallers.

TRACKLIST
1. No Return / In Ruin
2. Empress
3. Burning at Both Ends
4. Hold Your Fire
5. Come Not Here
6. Santa Mira
7. Corridors of Dust
8. Delusive Serenade
9. Outrance

LINE-UP
Jason Decay โ€“ bass/ vocals
Ian Chains – guitar
Myles Deck โ€“ drums

CAULDRON – Facebook

https://www.youtube.com/watch?v=LNibgkOIXEw

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