Catalepsia – World Of Clichè

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Catalepsia – World Of Clichè

Quando mi sono trovato davanti il disco d’esordio dei lettoni Catalepsia, ho subito guardato con sospetto la copertina immaginando che la notevole figura femminile ivi rappresentata corrispondesse a quella di un’ipotetica vocalist della band; a causa di una certa idiosincrasia maturata da tempo nei confronti delle gothic band con una donzella alla voce, sono stato favorevolmente colpito dallo scoprire che World Of Clichè viene interpretato invece dall’ottimo Erwin Franz, scongiurando l’ennesima ora di musica a base di gorgheggi operistici.

Chiarisco subito che il mio non è un pregiudizio, bensì una valutazione dovuta a mero gusto personale: quando è appropriata e non stucchevole la voce femminile la apprezzo eccome (purtroppo realtà come i Draconian in giro ce ne sono poche), ma tant’è un bel timbro virile magari alternato al growl, in quest’ambito stilistico lo prediligo di gran lunga .
Questa promettente band di Riga, fondata circa un decennio fa dal vocalist e chitarrista, perviene ora finalmente all’esordio con un album all’insegna di un gothic doom eseguito con tutti i crismi: un’atmosfera più malinconica che cupa e, soprattutto, un ottimo gusto melodico, fanno di World Of Clichè un album davvero riuscito e gratificante per gli appassionati del genere.
Senza reinventare la ruota, Franz e soci regalano una serie di brani efficaci, evitando di allungare il brodo ed andando dritti all’obiettivo: nel risultare un’ideale summa di Draconian, Sentenced (o ancor più dell’altra creatura di Laihiala, i Poisonblack degli esordi) e qualche altra manciata di band gravitanti nei paesi nordeuropei, si riscontra ogni tanto qualche piacevole richiamo ai mai abbastanza lodati Evereve dell’epoca Sedotschenko.
Come detto, Franz si dimostra davvero un buon cantante, grazie ad un timbro profondo ma non forzato ed un growl piuttosto centellinato ma sicuramente efficace; il resto della band se la cava altrettanto bene, ad eccezione di qualche passaggio chitarristico perfettibile in alcune fasi soliste (specie in Take My Shame) .
Tre brani splendidi (Nothing For No One, One Of Your Kind ed il potenziale singolo Die While You Sleep), uno strumentale trascinante (Thanatos) e due accorate canzoni in lingua madre (Sārtā Rītausma e Par Vēlu) spiccano in una tracklist priva di punti deboli: i Catalepsia saranno anche derivativi o comunque poco originali, ma non si può negare che il loro compito venga svolto in maniera egregia, fornendo all’ascoltatore, con questo loro primo full length, la piacevole sensazione di trovarsi di fronte ad un lavoro dai suoni moderni ma dalla grande ortodossia stilistica.
In buona sostanza, qui si trova “solo” del buonissimo gothic doom metal proposto al meglio senza la presenza improbabili contaminazioni: per me non è affatto poco …

Tracklist:
1. For My Dying Hope
2. Take My Shame
3. Nothing For No One
4. Sārtā Rītausma
5. Unreachable
6. Deimos
7. One Of Your Kind
8. Die While You Sleep
9. Thanatos
10. Par Vēlu

Line-up:
Erwin Franz – Guitar, Vocals
Juris Kreilis – Guitar
Silvija Gaujēna – Keyboards
Jānis Emīls Katinskis – Bass

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