Capilla Ardiente – Bravery, Truth and the Endless Darkness

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Capilla Ardiente – Bravery, Truth and the Endless Darkness

La prima cosa che salta all’occhio nel parlare dei Capilla Ardiente, è sicuramente il fatto che la loro line-up è per metà comune a quella attuale dei Procession (senza contare che il drummer Francisco Aguirre ne ha fatto parte fino a “Destroyer Of The Faith”).

Se poi uno di questi è proprio Felipe Plaza Kutzbach, ovvero una delle voci più caratteristiche emerse in ambito doom in tempi recenti, è inevitabile che questo lavoro possa essere considerato in prima battuta niente più di una semplice appendice a questa band.
Ma se, in effetti, il timbro stentoreo del musicista cileno (oggi di stanza in Svezia), parrebbe indicare tale direzione, a fare la differenza interviene un sound intriso di un’epicità debordante, capace di caratterizzare i Capilla Ardente in tutto e per tutto come un’entità autonoma; il tutto, poi, viene avvalorato dal fatto che, mentre per i Procession il lavoro di composizione è appannaggio di Felipe, qui invece l’onere ricade sul suo abituale compagno d’avventura, il bassista Claudio Botarro Neira.
Peraltro le due band sarebbero di fatto nate più o meno contemporaneamente, anche se poi le circostanze e i vari intrecci che caratterizzano la vita di ogni gruppo hanno fatto sì che l’esplosione dell’una (Procession) con la pubblicazione di due album formidabili abbia finito per mettere in stand-by l’altra (Capilla Ardiente) che solo oggi, dopo l’uscita di un solo Ep nel 2009, arriva finalmente al primo full-length.
Bravery, Truth and the Endless Darkness, pubblicato anche nella versione in vinile, è la dimostrazione, semmai ce ne fosse stato bisogno, che Felipe e Claudio sono allo stato attuale i musicisti che in assoluto meglio modellano la materia di cui si compone il doom tradizionale.
Per capire che questa affermazione non è campata per aria basti l’ascolto di Nothing Here For Me, uno dei brani più intensi e coinvolgenti ascoltati negli ultimi anni: quando Felipe canta, in un chorus indimenticabile, “… this sword will protect me into darkness …”, davvero ci si sentirebbe di seguirlo senza indugi in questo viaggio nelle tenebre.
Se, per assurdo, collocare in apertura un brano di tale portata rischia di offuscare i restanti episodi del disco, non si può fare a meno di constatare, invece, quanto anch’essi risplendano quali splendide prove di doom epico e dall’incommensurabile forza evocativa.
La bellezza di quest’album e la conferma del valore dei musicisti coinvolti mi spinge a fare una considerazione a margine: in passato mi sono permesso di parlare di scena doom cilena, facendo riferimento alle non poche band di valore che il paese sudamericano esibisce in tale ambito stilistico, tanto più in rapporto alla realtà sudamericana, ma Botarro Neira, in una sua dichiarazione, ha tenuto a puntualizzare che, di fatto, tale scena non esisterebbe.
Ne prendo atto, pur essendo un ritornello già ascoltato diverse volte anche alle nostre latitudini, e del resto nessuno meglio di lui può restituirci una fotografia nitida della situazione ma, francamente, tutto ciò fa ben poca differenza: quando il livello delle singole band raggiunge tali picchi qualitativi, il fatto che ciò dipenda dal fermento musicale di una città o di una nazione, oppure scaturisca solo dalle peculiarità di una ristretta cerchia di musicisti, in fondo è solo un dettaglio.

Tracklist:
1. Consequence and Consequences (intro)
2. Nothing Here for Me
3. Towards the Midnight Ocean
4. Naufragios (interlude)
5. They Who Were Lost and Now Are Cursed
6. Into Unknown Lands

Line-up:
Claudio Botarro Neira – Bass
Julio Bórquez – Guitars
Felipe Plaza Kutzbach – Vocals
Francisco Aguirre – Drums

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