BLU MAMUTH
Continua il percorso di sperimentazione e di visione alternativa del suono pesante di Octopus Rising, lāetichetta sussidiaria di Argonauta Records che esplora il tracciato musicale da un altro punto di vista. āKa ora!ā ĆØ il debutto dei Blu Mamuth, progetto elettronico industriale e tribale nato dalla lunga collaborazione fra V. e Z., giĆ insieme dai tempi dei Zirkus der Zeit.
Il disco ĆØ uno stretto intrecciarsi di pulsioni elettroniche, suoni tribali, escursioni nei territori dellāindustrial e dellāebm, con un grandissimo senso della melodia e tanta voglia di esplorare suoni ed anfratti nascosti ai più. I Blue Mamuth connettono attraverso la loro musica lembi di una conoscenza umana tribale del ritmo e della musica che ĆØ andata perduta nel corso dei secoli, una ritualitĆ che qui viene ricreata attraverso le macchine e i computer, coniungando passato presente e futuro remoto.
La musica dei Blu Mamuth vive di vita propria, si contorce sottoterra per poi riaffiorare sotto lāerba delle cittĆ , o in isole lontane, non ha luoghi o riferimenti e si va a posizionare in quellāafflato di musica libera da costrizione e generi che ĆØ davvero assai raro da trovare. Suoni speciali, atmosfere ora delicate, ora impetuose, un fluido che scorre in maniera cosciente e che congiunge la pietra, il sangue, la pianta e il cosmo, un non essere mai ovvi, sempre e costantemente alla ricerca del suono libero e fluttuante. Elettronica, industrial, tribal e tanta meraviglia per un debutto molto potente.
PLASTICDROP
Lāhard rock viene spesso bistrattato, si parla di questo genere come di qualcosa di ormai superato dalle magnifiche prospettive di suoni futuri, non tenendo in conto che ĆØ il fondamento di tanta musica pesante che poi ha preso strade differenti, ma la base ĆØ lāhard rock. E lāhard rock sa stupire molto bene anche ai giorni nostri, e lo fa con questo disco per Octopus RIsing del trio sardo Plasticdrop dal titolo āLife, death and miraclesā, uno scrigno dei tesori. A partire dalla bella copertina questo lavoro contiene unāenergia speciale, un sentire diversamente la musica, un qualcosa che ti colpisce e non ti lascia più.
Ascoltando il disco si ha lāimpressione di essere catapultati dentro ad unāidea diversa di melodia, coinvolgente, calda e suonata con estrema naturalitĆ . Guardi le foto dei tre componenti e ti aspetti del garage rock, e poi arriva un hard rock intriso di grunge e di tanto altro che stupisce tantissimo. Il suono ĆØ minimale ma estremamente potente, il trio sa fare tantissimo con poco, e ha quel tiro che tanti gruppi cercano da tempo immemore e non raggiungono mai.
Tracce come āSimply beautifulā hanno quella musica e quel testo che ti rimangono appiccicati addosso come l’odore della pelle di qualcuno che ti piace, come lāaria dopo la pioggia, come i pensieri dopo un bel sogno. Hard rock profondo, potenza in pieno controllo, abrasivo quando serve, callejero quando ce nāĆØ bisogno con un grande senso per il grunge, sentire lāincipit di āDonāt leave me nowā per capire cosa si intende. Inoltre il loro suono funzionerĆ benissimo dal vivo, perchĆ© ha quel tiro da saletta che poi trasposto dal vivo funziona benissimo, grazie alla sua soliditĆ e alla sua sinuositĆ . Ritornelli infuocati come nella tradizione del miglior hard rock, momenti di meraviglia, e tanta, tanta bellezza per un disco che merita tantissimo.
Ah, ĆØ anche un disco divertente e mai gruppo riferito che non ĆØ affatto poco di questi tempi.
TENEBRAE
A distanza di nove anni dall’ultima prova in studio intitolata “My next dawn”, tornano i genovesi Tenebrae con “Loss”, nuova opera in uscita per Nadir Music. I Tenebrae sono un’idea del chitarrista Marco Arizzi, sono nati nel 2005 e rappresentano l’amore totale per il metal di alta qualitĆ , specialmente per quello di derivazioni sinfonica, con una composizione accurata e sempre alla ricerca del bel suono. Dopo averne passate tante, compresa la dura botta della pandemia le cui conseguenze sono ancora all’opera anche nella musica, i nostri continuano a macinare metal, con passione e competenza.
“Loss” ĆØ il primo disco per Nadir Music, e si può dire che sia una nuova partenza, una pietra miliare nella loro discografia. Il suono del lavoro ĆØ un metal che spazia dal doom al gothic, dal sympho metal al metal più classico, e anche con innesti moderni, il tutto nel particolare stile dei Tenebrae. Il gruppo genovese ha una lunga carriera costellata da ciò che rappresenta questo disco, ovvero un metal personale, mai scontato e molto epico che rispetta tantissimo l’ascoltatore e vuole condividere la voglia di esprimersi e di emozionare attraverso la musica.
Ascoltare “Loss” ĆØ come esplorare una contea fatata e magica, dove accade l’impossibile, e dove la sofferenza ĆØ sublimata, un dominio delle emozioni e della bellezza in tutte le sue accezioni, anche quella più tragica. Il suono dei Tenebrae ĆØ come sempre carico e ricco, la registrazione di Rossano Villa che ĆØ tornato a lavorare con il gruppo ĆØ assai precisa e coglie sempre il punto. Un disco assai fertile che ricrea atmosfere davvero particolari e che continua un viaggio unico nel panorama italiano per la qualitĆ della struttura delle composizioni, una grande prova dopo nove anni di pausa discografica, ma che come tutti i loro dischi ĆØ una palestra di emozioni e di immagini bellissime, sofferenza e amore.










