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Recensione : Biopsy – Fractals Of Derangement

Brutal death d'autore per i Biopsy, aspettando la prova sulla lunga distanza che promette scintille.

Biopsy  -  Fractals Of Derangement - Recensioni Metal

Si torna a parlare di metal estremo proveniente dall’immensa India, con un nuovo lavoro targato Transcending Obscurity, etichetta specializzata nei suoni estremi provenienti dai paesi asiatici.

Clamoroso ep d’esordio per la band di Mumbai, in arte Biopsy, dedita ad un brutal death metal chirurgico come da copertina ed estremamente efficace.
Il trio indiano stupisce per la tecnica sopraffina, messa al servizio di un metal estremo debitore, nel concept, ai primi Carcass, ma che poi prende la sua strada per volare sull’asfalto bollente di un brutal tecnico, colmo di cambi di tempo, suonato dannatamente bene, furioso e spettacolare nelle sue digressioni e umori che cambiano, nascono e muoiono alla velocità della luce, solo rallentando quando il growl belluino entra in scena per accompagnare questo straordinario esempio di come il genere debba essere interpretato.
Akshay Verma alla sei corde e Keshav Javadekar alle pelli sono i complici dell’orco impazzito che con bisturi in mano e mascherina di protocollo squarcia, incide, elimina in un delirio di organi e sangue (Shomeresh Shetty), nel corso di quindici minuti di metal estremo davvero ben fatto.
Grandiosa la title-track, seguita dagli altri quattro brani, funambolici e devastanti, che lasciano di stucco per la notevole tecnica e la padronanza del songwriting del trio asiatico.
Un brutal death d’autore, aspettando la prova sulla lunga distanza che promette scintille.

Tracklist:
1.Hemolytic Crisis
2.Anatomical Reconstruction
3.Genesis
4.Fractals Of Derangement
5.Surgical Symmetry

Line-up:
Shomeresh Shetty – vocals
Akshay Verma – guitars
Keshav Javadekar – drums

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