Benesser – Purpose & Cause

“Purpose & Cause” è un lavoro convincente, in grado di coinvolgere pur nella sua “sostenibile” leggerezza.

Benesser - Purpose & Cause 1 - fanzine

Benchè gli svedesi Benesser traggano il loro nome dal primo abitante del loro luogo natio (Dala-Järna), la musica contenuta in Purpose & Cause evoca quelle sensazioni piacevoli corrispondenti al significato che ha la parola nella nostra lingua, cosicché, seppure involontariamente, monicker della band e contenuti musicali vanno serenamente a braccetto.

Facezie a parte, il disco del trio guidato da Robert Olsson esibisce una sorprendente prova di freschezza, sia pure muovendosi su territori già ampiamente battuti, a conferma delle buone impressioni destate con il disco d’esordio “The Start of Something New”.
Muse (soprattutto) e Radiohead paiono essere i numi tutelari dei Benesser, ma non bisogna pensare automaticamente ad una sbiadita operazione di copia-incolla: la decina di canzoni comprese in Purpose & Cause si muovono sinuose a cavallo tra il rock alternativo più raffinato ed un’impronta prog di stampo “wilsoniano”.
Il risultato è un lavoro convincente, in grado di coinvolgere pur nella sua “sostenibile” leggerezza (parafrasando il Kundera …) e ricco di tracce che si insinuano pericolosamente nelle nostre orecchie, restandovi più a lungo di quanto possa apparire prevedibile; il picco lo si raggiunge con Waterfalls, episodio che spicca per intensità, anche grazie ad un finale in crescendo che può evocare anche qualcosa dei connazionali Pain Of Salvation, ma è la bontà del pacchetto nel suo complesso a colpire per la sua qualità.
Robert Olsson ha una voce sottile ma dalla buona estensione vocale e il tocco chitarristico di Henric Hermansson è di prima fascia: tanto basta, unito ad un sogwriting ineccepibile, a rendere Purpose & Cause un lavoro destinato a riscuotere ottimi riscontri; del resto pare che i Benesser in patria godano già di una notevole popolarità e quest’album sembrerebbe essere il giusto grimaldello per schiudere loro le porte del successo anche nel resto d’Europa.

Tracklist:
1. Naked We Die
2. Purpose & Cause
3. Something in the Way
4. Waterfalls
5. Who am I
6. Patience
7. Closer
8. Turn it Right
9. The Past, the Present, the Future
10. Shawshank

Line-up:
Robert Olsson – Vocals, bass
Henric Hermansson – Guitar
David Olsson – Drums

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Autore: Stefano Cavanna

Cresciuto per motivi anagrafici a pane e prog, a differenza di molti miei coetanei non passo il tempo a piagnucolare sostenendo "cosa vuoi sentire ora, quello che viene pubblicato ai giorni nostri è tutta spazzatura" ... Invecchiando ho allargato invece i miei orizzonti musicali e oggi sono essenzialmente un appassionato patologico di funeral/death doom, oltre che ascoltatore compulsivo di metal in ogni sua svariata forma, senza per questo disconoscere (ci mancherebbe altro) tutta la grande musica prodotta negli anni '70.

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