
Bianca – Bianca
Bianca: per questo disco si può tranquillamente parlare di capolavoro del moderno black metal italiano.

Bianca: per questo disco si può tranquillamente parlare di capolavoro del moderno black metal italiano.

Afterlife, Hybrid Leisureland, Nightcrawler: colori diversi dalla tavolozza della musica elettronica, dall’ambient alla dark synth.

Estinzione e Klava: un gran bel split, grindcore, hardcore, metalpunx, violenza rivoluzionaria e primitiva.

Terzo disco del produttore elettronico romano Plaster, anche se definirlo techno è davvero riduttivo.

Graven, Zombie Eater, Stone Machine Electric: black metal atmosferico da un one man band italiano, sludge marcio e sporco dalla Finlandia e si chiude con lo space doom stoner dal Texas.

Terzo atteso disco per i milanesi Abbinormal, dall’emblematico titolo “Italia’s gore talent”, uscito per Ad Noctem Records. Gli Abbinormal per costruire il loro suono partono dal death metal, e ci mettono tantissime altre cose dentro.

Intervista a Matt Howden su “Language For Stone”: poesia e suoni dalle pietre di Skiddaw, litofono di Crosthwaite, ricerca e progetti futuri.

Cemican, Kill Ritual, Korypheus: come sa chi ci segue, il metal in quasi tutte le sue forme qui è di casa e questo volume è interamente dedicato a tre forme diverse di rumore, dall’ancestral folk messicano, all’heavy metal americano e al prog djent metal ucraino.

“Valley of death II” per Arising Empire è il nuovo disco dei californiani di Oakland, Lionheart. Attivi dal 2007 incarnano, assieme ai Terror, la risposta dell’ovest al suono hardcore della costa est degli Usa.

Dune Aurora, Kuonis Kuolematon, Nine Inch Nails tribute: puntata densa di rumore, si parte con lo stoner fuzz rock delle Dune Aurora, il death doom metal di altissimo livello dei Kaunis Kuolematon e grandissimi gruppi stoner, psych e sludge che reinterpretano alla loro maniera i Nine Inche Nails.

Leftover Crack, DFMK, Sarajevo 84: Un grande ritorno di un grande gruppo punk rock, altrettanto ottimo punk rock melodico dal Messico e si chiude con una meraviglia power pop punk da Granada.

Le emozioni corrono attraverso la voce di Lebron e la musica del gruppo, e le due istanze si amalgamano in maniera perfetta, creando una magia musicale che pareva essere dimenticata o sepolta.