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Recensione : Au – Dessus – Au – Dessus

Una rilettura quanto mai fresca ed avvincente di sonorità dalla genesi relativamente recente come quelle del post-black metal.

Au – Dessus – Au – Dessus

Nonostante il monicker in lingua francese gli Au-Dessus provengono da Vilnius, capitale della Lituania.

Questo Ep d’esordio della band baltica costituisce un’imprevedibile e gradita sferzata di energia, rappresentando una rilettura quanto mai fresca ed avvincente di sonorità dalla genesi relativamente recente come quelle del post-black metal.
Poco più di mezz’ora che vale davvero molto, grazie ad un’intensità che non avverte cali ed un senso melodico sempre ben presente lungo le varie tracce, persino in un incipit dai tratti apocalittici quale I.
La voce di Mantas fa più riferimento alla scuola hardcore che non a quella black metal, a differenza delle chitarre che ricorrono sovente al sempre efficace tremolo poggiato su una base ritmica invero piuttosto varia.
Il sound degli Au-Dessus è coinvolgente, efficace ed essenziale, tanto che i nostri ritengono superfluo persino fornire un titolo ai brani, lasciando che a parlare sia un contenuto musicale di qualità raramente riscontrata negli ultimi tempi in tale contesto: se III impressiona per la linea melodica, dall’impronta “cascadiana”, impressa dalla chitarra, il finale travolgente di V è la degna chiusura dell’Ep, un lampo abbagliante che si palesa nel momento in cui una realtà, fino a quel momento sconosciuta, appare sulla scena lasciando un segno forte e tangibile.
Prova eccellente per una band che possiede il potenziale per dare alle stampe, in un prossimo futuro, qualcosa di sensazionale.

Tracklist:
1. I
2. II
3. III
4. IV
5. V

Line-up:
Džiugas Šukys – Drums
Jokūbas – Guitars
Simonas – Guitars
Mantas – Vocals, Bass

AU-DESSUS – Facebook

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