A Spirale – Agaspastik

A Spirale – Agaspastik

(2009 – Fratto9under the sky / Deserted factory)

Capita che la cavia decida di non far girare vorticosamente la ruota della gabbietta. Capita pure che si metta a danzare bipede in centro ad essa immaginando le note di un minuetto, magari pronta anche all’occasione propizia per saltarvi fuori ed ottenere così la libertà. Caustici, talentuosi ed oltremodo irriverenti i partenopei A SPIRALE non sono di certo un porcellino d’india ma la sensazione dopo l’ascolto della open track Back Crack potrebbe essere parecchio assimilabile al quadretto testé decritto.

E mi riempie il cuore di gioia sapere che Napoli sia anche questo (aldilà dello squallido, futile ed ignorante populismo qualunquista di asserzioni del genere). Questo illuminante Agaspastik è free che si materializza attraverso i suoni del mondo. Un’officina sonora che dista un passo dalla redenzione iconoclasta e che si tinge di industriale tanto quanto basta per scorgere gli stessi orizzonti dei paesani Mesmerico ma che riesce ad inerpicarsi oltre gli irti scoscesi della tradizione italica noise industriale. Qualcosa vicina per sensibilità, intensità e fervore artistico ai norvegesi FIRE! di Gustafsson. Anche qui un trio, ormai un must. Milioni di suoni e rumori. Sette tracce abbondantissime per restarne affascinati. L’ennesima chicca della Fratto9UnderTheSky, l’ennesima gioia per le mie orecchie stanche della solita solfa.

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