anomia – the beauty of fall

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Gli Anomia, di origine mantovana, ritornano, dopo il primo acclamatissimo album Closing Up The Basement, con questo The Beauty Of Fall. Sembra che questa volta (a veder titolo e copertina) vogliano condurci in un viaggio oscuro tra tenebre e inferi ma, ascoltando i vari pezzi, l’unica cosa che emerge è una grande energia e molta voglia di suonare. Alle spalle dei nostri quattro (Pedro, Lusaz, Dada, Leo) troviamo la IndieBox e Le Parc Music, mentre alla distribuzione Halidon.

Si parte forte con Syntethic Nights, veloce, rapida, vivace e scorrevole seguita dall’altrettanto energica The New Big Loud, la quale, forse, si fa un poco più melodica. Yes, I Can, parte urgente, si calma nelle strofe e poi esplode con forza nei ritornelli. Fiction propone ritmi a singhiozzo prima di sfociare in una tempesta sonora che quasi sa di epico. Dirty Game prende fiato e ci consegna un ritornello che subito entra in testa. The Light I Would Not See, con il suo oscuro arpeggio iniziale e la successiva esplosione sonora, si rivela uno strumentale decisamente coinvolgente ed evocativo, mentre a seguire World Looking At You, ritornando su canoni puramente punk rock, infiamma l’atmosfera, lasciando l’introversione e l’emotività ad altri artisti. Se The City Fades continua rincarando la dose e aumentando la frenesia, The World Is Blind cerca, invece, di ipnotizzarci con le sue chitarre e con i contrasti forte-piano che la caratterizzano. Are You Kidding Me? corre veloce quanto la luce, portandoci con se grazie alla buona melodia. Infine, Cursing July, decisa ed energica mette fine al disco regalandoci proprio in ultima battuta un piccolo ma preciso assolo.

Il disco nel suo insieme non dispiace affatto, anzi, per alcuni pezzi è facile cadere nel tunnel dell’ascolto ripetuto. Le canzoni scorrono veloci, ben costruite ed energiche. La lingua inglese (anche se non ne sono un’amante) non stona e, anzi, forse da un’ulteriore senso di compattezza e di uniformità ai pezzi. I difetti, ovviamente ci sono, primo fra tutti quello di aver scritto canzoni che troppo assomigliano a Rise Against (su tutti) e, a seconda del pezzo, a Millencolin, Lag Wagon, This is a Standoff. Oltre a questo, c’è da dire che per quanto le canzoni siano belle e orecchiabili, comunque, nell’insieme, l’ombra della monotonia si staglia facilmente all’orizzonte. Insomma, alcune cose da riordinare, ma credo che gli Anomia abbiano tutte le carte in regola per migliorare e regalarci soddisfazioni.


TRACKLIST:
01. Synthetic Nights
02. The New Big Loud
03. Yes, I Can
04. Fiction
05. Dirty Game
06. The Light I Would Not See
07. World Looking At You
08. The City Fades
09. The World Is Blind
10. Are You Kidding Me?
11. Cursing July

ANOMIA - THE BEAUTY OF FALL

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