Aethyr – Corpus

Gli Aethyr sorprendono e convincono con questo loro secondo album che potrebbe folgorare più di un appassionato dello sludge doom meno convenzionale.

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Altro giro, altro regalo, con l’ennesimo buonissimo prodotto partorito dalla sempre più incalzante scena metal russa.

Questa volta tocca ai moscoviti Aethyr stupire con uno di quegli album difficile da collocare da un unto di svista stilistico, per quanto ascrivibile approssimativamente ad una forma di doom alquanto cangiante e, solo a tratti, sperimentale.
Nonostante ciò possa far presagire un ascolto irto di difficoltà, in realtà Corpus è un lavoro che predilige un impatto piuttosto diretto, salvo i momenti in cui la band esibisce un’anima ambient tutt’altro che banale (The Gnostic Mass).
Nihil Grail, brano già edito nell’omonimo Ep del 2011, è una sferzata blackdoom che riconducibile a grandi linee allo stile dei Secrets Of The Moon ma con un’indole più diretta e meno dark, impressione confermata e rafforzata da una Sanctus Satanicus ancora più focalizzata su armonie sufficientemente accessibili.
ATU è invece una maratona sludge appannaggio di chi è avvezzo a tale genere ed adora restare invischiato in suoni rallentati e viscosi, e Cvlt, in fondo, non è affatto da meno, sia pure se inframmezzata da parti vocali che spostano leggermente le coordinate su versanti post hardcore.
La title track dimostra quanto questi ragazzi russi possiedano anche un naturale talento per uno sviluppo melodico di indubbia qualità, sia pure restando nell’alveo ultrarallentato del doom, venato da un lavoro chitarristico riconducibile però al black più atmosferico.
Templum chiude in maniera non dissimile, con la variante di un’accelerazione furibonda nella sua parte centrale, un album sicuramente riuscito, chiaramente di ascolto non facilissimo ma neppure poi troppo ostico per chi possiede una sufficiente familiarità con i suoni proposti.
Nonostante la lunghezza, infatti, Corpus scorre senza asciare scorie negative ed anche una traccia come The Gnostic Mass, nella quale peraltro la voce campionata è quella del ben noto “Mr.Crowley”, si rivela funzionale alla resa complessiva del lavoro.
Gli Aethyr sorprendono e convincono con questo loro secondo album che potrebbe folgorare più di un appassionato dello sludge doom meno convenzionale.

Tracklist:
1. Nihil Grail
2. Sanctus Satanicus
3. ATU
4. Cvlt
5. The Gnostic Mass
6. Corpus
7. Templum

Line-up:
Mr.D (Denis Dubovik)- Vocals, Lead Guitar
Mr.W (Vladimir Snegotsky)- Rhythm Guitar
Mr.S (Anton Sidorov) – Drums
Mr.Y (George Meshkov) – Bass

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Autore: Stefano Cavanna

Cresciuto per motivi anagrafici a pane e prog, a differenza di molti miei coetanei non passo il tempo a piagnucolare sostenendo "cosa vuoi sentire ora, quello che viene pubblicato ai giorni nostri è tutta spazzatura" ... Invecchiando ho allargato invece i miei orizzonti musicali e oggi sono essenzialmente un appassionato patologico di funeral/death doom, oltre che ascoltatore compulsivo di metal in ogni sua svariata forma, senza per questo disconoscere (ci mancherebbe altro) tutta la grande musica prodotta negli anni '70.

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