No Bros – Metal Marines

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No Bros – Metal Marines

Per gli amanti dei suoni hard rock classici, tornato con rinnovata verve queste vecchie glorie del rock duro europeo.

Direttamente dai monti del Tirolo, scendono i rockers No Bros, a deliziare i palati dei nostalgici dei suoni ottantiani, con questa raccolta di songs che richiama i maestri Deep Purple e la scena hard & heavy europea.
Per chi non conoscesse le gesta del quartetto di Innsbruck (aiutato sul nuovo lavoro da una manciata di ospiti) ricordo che sono attivi fin dai primissimi anni ottanta, anche se i full length sono solo cinque (l’ultimo risale ad una decina di anni fa) completando la discografia con una serie infinita di compilation e singoli.
Dieci anni sono passati da quel Hungry for the Good Times, che vedeva il gruppo tornare con un lavoro di inediti dopo vent’anni di assenza, continuando la tradizione dell’hard rock di scuola britannica, molto apprezzato nel centro europa, colmo di melodie catchy, chitarre robuste e i tasti d’avorio che inseguono il sogno purpleiano.
Metal Marines aggiunge poco o nulla al sound del gruppo, rimane un ottimo lavoro per chi ama il genere, magari con qualche capello bianco sulla lunga chioma e la vecchia due ruote in garage, rockers con stivali consumati sulle road polverose, o infreddoliti dall’aria frizzante dei passi montani , sempre con il sogno del life style, da uomini liberi e l’orizzonte a riempirne gli occhi.
Prodotto benissimo, Metal Marines è composto da tredici brani che alternano, ottimo rock duro impreziosito da suoni tastieristici di estrazione Lordiana, a songs più sfacciate, sporcate da richiami all’hard blues, appena accennato tra le note che escono dal manico dell’ascia del buon Klaus Schubert, axeman storico della band e nome di punta della scena, sempre a giocarsi il ruolo di protagonista con Andy J. Brunner, al comando dei suoni tastieristici che riempono l’album di melodie eleganti e vintage.
L’ascolto è piacevole e vario, il gruppo regala songs dalle ritmiche ruvide, Freddy Gigele al microfono dona una prestazione da cantate di razza e l’opener risulta una dichiarazione d’intenti già dal titolo, Legends Of The Eighties infatti è la classica song hard & heavy, con il fantasma dei Purple che alleggia sul classico duetto chitarra/hammond.
Inizio migliore non poteva esserci e Back Again risulta un’altra perla, dove riff e ritornello sono creati per far scappare qualche lacrimuccia ai rockers più nostalgici, specialmente quando le keys ci ricordano del compianto maestro Jon Lord.
Ottima la metallica Written In Fire, dal taglio epico e la titletrack, un robusto e anthemico hard rock, seguita dal taglio blueseggiante di Song Number Nine e dalla melodicissima Runaway Girl, dal ritornello che tanto sa di aor.
Metal Marines arriva fluido al finale, lasciato allo strumentale In The Shadow Of The Valley, consegnandoci un buon lavoro, sicuramente consigliato agli amanti dell’hard rock classico, il gruppo molte volte si specchia troppo nei clichè del profondo porpora, ma ad una band con così tanti anni di rock sulle spalle, è un peccato perdonabile.

TRACKLIST
1. Legends Of The Eighties
2. Back Again
3. Devil With An Angel’s Face
4. Dark Chamber
5. Written In Fire
6. Dance Of The Black Tattoo
7. Over The Sea And Far Away
8. Metal Marines
9. Song Number Nine
10. Runaway Girl
11. A Night In Touch City
12. Find Myself
13. In The Shadow Of The Galley

LINE-UP
Klaus Schubert – guitars
Freddy Gigele – vocals
Bernie Welz – drums
Andy Marberger – bass, backing vocals (lead vocals on track 6, effects & keyboards on track 7)
Andy J. Brunner – keyboards
Martin Seimen – hammond (track 7)
Michael Ausserhofer – bass (track 19)

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