Recensione : Eremite – Dragonarius

Due canzoni, due autostrade soniche di circa 18 minuti l'una, suonate interamente dal polistrumentista Fabio Cuomo, di formazione batterista.

Eremite  -  Dragonarius - Recensioni Metal

Questo disco è stato concepito nella casa di Fabio a Molassana quartiere genovese dove prima sorgeva il lago Dragonarius, il primo bacino dal quale è nato l’acquedotto di Genova. Dragonarius è quindi il risultato di un lavoro in solitario con radici ben piantate nel terreno, e lo splendido risultato è un suono sospeso tra sludge e un qualcosa che si situa tra Neurosis, black metal e metallo progressivo, rimanendo sempre abrasivo e contagioso. Il primo pezzo Contemplating The Silent Monolith è tra ciò di meglio che si possa sentire di questo genere, diciannove minuti e rotti che diventano un’esposizione sonora di stilemi rielaborati molto bene da Fabio. Di questa canzone si potrebbe tranquillamente farne un disco a sé stante e altrettanto vale per Not Of This World, una seconda traccia che bissa la meraviglia della prima, rendendo questo disco un’autentica chicca. Per chi ama i suoni occulti e la distorsione spazio temporale, troverà in Dragonarius una splendida oasi alla quale abbeverarsi, proprio come era nelle epoche passate il lago.
Come tanti altri ottimi dischi, il lavoro di Eremite è stato registrato presso gli studi Green Fog da Mattia Cominotto, un uomo che è una garanzia di qualità.

Tracklist:
1. Contemplating the Silent Monolith
2. Not of this World

EREMITE – pagina Facebook

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