Wire – Wire

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I Wire (Colin Newman, Graham Lewis, Robert Gray, Matthew Simms), storica e fondamentale band inglese legata alla scena new wave, passati due anni da “Change Becomes Us”, ritornano con undici nuovi brani inediti. Il disco, privo di titolo, riparte da dove la band si era fermata nel 2011 con “Red Barked Tree”, lasciando molto spazio alla loro anima più pop e distesa.

L’incipit scuro e viscerale della coinvolgente e, a tratti, claustrofobica Blogging, inoltrandosi in scure foreste aliene fatte di synth, chitarre e sezione ritmica incalzante, si scioglie di fronte al delicato procedere della luminosa Shifting e al disteso seguire della pacifica e rilassata Burning Bridges.
Il correre di batteria di In Manchester, contrapposto al morbido procedere di voce e chitarre, si ripresenta nella breve e leggera High, mentre il lento e inesorabile procedere della sempre più angosciante e opprimente Sleep-Walking (oltre sette minuti di lento tormento), si contrappone all’energico e spigliato correre dell’accattivante Joust & Jostle.
Il crescere lento e controllato di Swallow, invece, apre al ritmo senza freni di Split Your Ends e agli imprevedibili inserimenti di chitarra dell’altrettanto veloce Octopus.
La monolitica Harpooned, infine, tenendo incollati con il suo ritmo cadenzato e gli spessi muri di chitarra che la attraversano, rapisce e conquista, non mollando mai la presa.

Con questo nuovo capitolo i Wire confermano di non essere l’ennesimo gruppo storico che ha ormai perso ogni tipo di ispirazione e idea. Gli undici pezzi presentati, infatti, alternano in maniera riuscita atmosfere pop solari a momenti più scuri, viscerali ed espressivi. Per quanto mi riguarda, preferisco sicuramente le tracce più pesanti, cupe e psichedeliche, ma, nell’insieme, il disco commette ben pochi passi falsi.

Tracklist:
01. Blogging
02. Shifting
03. Burning Bridges
04. In Manchester
05. High
06. Sleep-Walking
07. Joust & Joste
08. Swallow
09. Split Your Ends
10. Octopus
11. Harpooned

Line-up:
Colin Newman
Graham Lewis
Robert Gray
Matthew Simms

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