iye-logo-light-1-250x250
Webzine dal 1999
Cerca
Close this search box.

Recensione : Veronica Falls – Veronica Falls

Veronica Falls - Veronica Falls: Tra i debutti più attesi dell'anno, il conto alla rovescia per il disco dei Veronica Falls è cominciato quando il gruppo...

Veronica Falls – Veronica Falls

Tra i debutti più attesi dell’anno, il conto alla rovescia per il disco dei Veronica Falls è cominciato quando il gruppo ha dato in pasto alla stampa statunitense i due singoli “Found Love In A Graveyard”, dalle cupe atmosfere pop, e “Beachy Head”, marcatamente surf pop, iniziando ad infiammare gli entusiasmi generali del web.

Rodati già in qualche tappa live, passando pure per Roma e Bologna lo scorso dicembre, i Veronica Falls si distinguono per un indie pop venato di una malinconia cupa ma mai triste, a base di voci (soprattutto quella femminile di Roxanne Clifford) che spaziano dal coro a cappella allo jodel. Il risultato è un sound che, seppur frazionato in diverse sfacettature durante la mezz’ora abbondante di durata del disco, resta sempre facilmente distinguibile e mantiene il livello di coinvolgimento alto.

Oltre ai due ottimi singoli già citati, posizionati saggiamente all’inizio e a metà della scaletta, ad arricchire il novero delle tracce dalle melodie riuscite e irresistibili si aggiunge anche “Bad Feeling”. Il livello di divertimento comunque, pur oscillando, non cala mai abbastanza da entrare nel territorio della noia e anche le tracce meno convincenti (“The Fountain”, “All Eyes On You”, “Stephen” e l’epilogo “Come On Over”), se contestualizzate all’interno della scaletta, risultano quelle che tentano di rallentare il ritmo e rendere quindi l’ascolto più piacevole. Per il resto invece i ritmi si mantengono sempre serrati, variando dalle melodie più pop e corali di “Misery” e “The Box” passando per le atmosfere più distese della titletrack “Veronica Falls” fino ad arrivare alla schiettezza di “Wedding Day”.

Sono dodici tracce che riescono nell’intento di colpire e intrattenere, mostrando chiaramente il potenziale dei quattro ragazzi londinesi. Quello dei Veronica Falls è un disco d’esordio che, pur non brillando troppo per originalità e dall’impostazione piuttosto citazionistica, si pone piacevolmente al di fuori della media dell’attuale scenario indie internazionale.

01 Found Love In A Graveyard
02 Right Side OF My Brain
03 The Fountain
04 Misery
05 Bad Feeling
06 Stephen
07 Beachy Head
08 All Eyes On You
09 The Box
10 Wedding Day
11 Veronica Falls
12 Come On Over

Veronica Falls Veronica Falls

Get The Latest Updates

Subscribe To Our Weekly Newsletter

No spam, notifications only about new products, updates.
No Comments

Post A Comment

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

POTREBBE INTERESSARTI ANCHE

Se Una Notte D’estate Al Berghain

Alla tenera età di 21 anni mi sono ritrovato, dopo varie vicissitudini legate al mio percorso di studi, a poter frequentare un corso di lingua a Berlino per tre settimane. Il Muro, i club techno, il divertimento, la birra che costa meno dell’acqua, le droghe leggere tollerate. Esatto, tutte queste cose e anche qualcosa di più. Se avete degli amici festaioli, vi sarete sicuramente accorti già da tempo che la nuova capitale tedesca ha soppiantato, piuttosto prepotentemente, la altre capitali europee, soprattutto per quanto riguarda scena musicale e vita notturna.

Cosmo – Disordine

Tutti gli addii fanno male. Per fortuna in questo caso ci si trova davanti a una rara eccezione: il disco di Cosmo, ovvero quel Marco Jacopo Bianchi caposaldo degli stessi Drink To Me che, dopo tre dischi in cui non mancava certo di cui entusiasmarsi, hanno deciso di mettersi in pausa. Dalle loro ceneri nasce appunto Disordine, spin-off solista della voce del gruppo, che si cimenta in una formula sicuramente non nuova, ma ancora poco sentita sul suolo nazionale.

Ivenus – Dasvidanija

Synth, pop e disagio, la formula magica de iVenus tenta a tutti i costi di piacere e ci riesce, sempre si riesca ad abbandonare ogni velleità.

Spotify

È passato poco più di un mese da quando il colosso londinese ha deciso di sbarcare anche in Italia con il suo programma tipo-iTunes-ma-in-streaming-e-gratis-ma-se-paghi-hai-roba-in-più. Chiunque abbia provato a installarlo e collegarlo al proprio profilo Facebook mi capirà, se dico che non è difficile entusiasmarsi. Gli adepti sono infatti cresciuti stabilmente giorno dopo giorno, andando a pescare da un pubblico piuttosto eterogeneo e non solo dai soliti hipster nerdeggianti che non si fanno scappare l’ultima supposta rivoluzione post-MySpace (di prima generazione).