Ushas – Verso Est

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Ushas – Verso Est

Per farvi capire quanto vale questo album, faccio subito una precisazione: al sottoscritto, a parte qualche eccezione, non piacciono l’hard rock e il metal cantati in italiano.

Ed ecco, quindi, che ai miei occhi l’esordio dei romani Ushas assume ancora più valore perchè, di fronte ad un album così ben suonato, con molte idee ed un approccio da rock band a cavallo dei due decenni simbolo dell’hard rock (’70-‘80), l’idioma diventa un dettaglio e la musica prende per mano il l’ascoltatore portandolo sulle strade che portano alla Stairway to Heaven, dove il rock va a nozze.
Whitesnake, Led Zeppelin, ma anche e soprattutto per i più giovani, Bonfire, Gotthard e Soul Doctor a fare da padrini ad un album ed una filosofia che mescola cultura bikers e mantra tibetano, un viaggio sulle due ruote verso l’illuminazione, la ricerca della libertà spirituale aiutata da vento sul viso e quella sana voglia di vivere che solo chi ha avuto almeno in un periodo della sua vita la fortuna di vivere la “Moto” sa cosa voglio dire.
La band nasce a Roma nella seconda metà degli anni ’90 da un’idea del chitarrista Filippo Lunardo, ha avuto occasione nel corso degli anni di aprire live prestigiosi per Iron Butterfly, Pino Scotto e sua maestà Paul DiAnno e, attualmente, è composta dal leader alla chitarra, Guido Prandi al basso, Giorgio Ottaviani alla batteria e Giorgio Lorito alla voce.
Verso Est parte alla grande, con tre brani di hard rock dal buon tiro (Fuorilegge, Sangue e Carne e Io Non Sono Qui) che hanno la funzione di presentare il gruppo al meglio, con la sezione ritmica precisa e potente, solos da tradizione e la voce che, grintosa, fa il suo sporco lavoro convincendo assai.
Dopo la ballad La Via della Seta, esplode la title-track,bellissima song, dal testo che è un inno ai viaggi su due ruote, per un brano che passa da un hard rock canonico ad un intermezzo strumentale dal ritmo sincopato ben riuscito, il tutto in soli tre minuti.
Ancora grande rock con Shri Heruka, cadenzata e con un tocco orientale nella chitarra del buon Lunardo, bellissima la ballad Dai Tetti di Gaden, mentre il nostro viaggio si avvia alla conclusione con il secondo singolo Desperados, Yama e Maledetta Notte, che mette la parola fine ad un disco assolutamente da ascoltare per chi ama l’hard rock tradizionale.
Una quindicina di anni fa presi la moto e feci Genova-Bilbao in una notte e un mattino, fermandomi solo a rifornirimi di benzina e caffè, tre giorni che cambiarono la mia vita, un’esperienza dura ma di un’intensità che non dimenticherò mai più, una sfida che mi diede il tempo di riflettere e confrontarmi con me stesso.
Nessun viaggio fu così illuminante, le ruote della mia BMW diventarono le mie gambe,il suo motore il mio cuore e Verso Est sarebbe stata la colonna sonora perfetta.

Tracklist:
1.Fuorilegge
2.Sangue e carne
3.Io non sono qui
4.La via della seta
5.Verso est
6.Shri Heruka
7.Dai tetti di gaden
8.Desperados
9.Yama
10.Maledetta notte

Line-up:
Giorgio Lorito – Vocals
Filippo Lunardo – Guitars
Guido Prandi – Bass
Giorgio Ottaviani – Drums

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