La didascalia dell’opera mette subito in chiaro il terreno: un futuro post-umano in cui l’acqua non ĆØ più un elemento di cura ma un’arma rituale. La doccia, reliquia di un mondo scomparso, diventa un dispositivo di attacco, di purificazione violenta, un varco tra corpo e spirito. Ć un’immaginazione da distopia antropologica, perfettamente allineata alla grammatica dell’HNW più viscerale.
Frammenti di viaggio come pellicole analogiche sonore, raccolti durante gli spostamenti con gli Hexis, da cui Applez91 (Luca Mele) proviene come bassista e seconda voce. Il dato biografico non ĆØ un feticcio: serve a contestualizzare una pratica di field recording trasformata in rito statico.
Il disco si articola in due lati senza compromessi:
- A ā Cold Water Razorblades Shower
- B ā To Breathe the Ethereal Water That Surrounds Your Body
Non sono tracce: sono icone. Altari monolitici in cui la materia sonora viene esibita come corpo sacrificale. Ć estetica canonica della scena PE/HNW: costruire immagini che non illustrano, ma feriscono. Qui il getto d’acqua diventa lama, abrasione continua, pelle spirituale tagliata da un liquido sintetico freddo come una sala operatoria senza luce.
Applez91 attinge dalla musique concrĆØte nel suo senso più radicale: non come avanguardia accademica, ma come trasformazione quotidiana del suono in mito. L’ordinario che diventa arma, il banale che si manifesta come simbolo. Ć la stessa logica che ha trasformato un oggetto idiota come la banana di Cattelan in “arte”: la differenza ĆØ che qui non c’ĆØ ironia, non c’ĆØ galleria, non c’ĆØ mercato. Solo un artista che prende docce potenzialmente luride di hotel asiatici e le trascina nel dominio del sacro distopico.
Il risultato ĆØ semplice: funziona. Non perchĆ© sia un omaggio calligrafico al Japanoise, ma perchĆ© ne ricava un senso di globalitĆ corrotta, una geografia del disagio impressa in un muro sonoro immobile. Ć la prova di come l’ereditĆ mutante di Merzbow, Masonna e affini abbia messo radici in Occidente, generando forme personali di poesia distopica contemporanea.
Two Different Kind of Water non ĆØ un disco che vuole piacere, d’altronde nessuna delle produzioni della Deepthroat Records lo ĆØ, etichetta MilaneseĀ che con le sue produzioni crea di volta in volta un oggetto rituale che, in questo caso, ti obbliga a stare fermo mentre l’acqua ti taglia. E respirare, come dice il testo, diventa l’unico atto possibile.
Voto: 8.5
Disco senza pantomime o compromessi, sicuramente Non adatto a chi non apprezza il genere.
Ma in sintesi quello doveva fare ĆØ esattamente quello che ha fatto, quindi decisamente riuscito. Un’estetica in Sintonia ed in linea con l’etichetta, sonoritĆ abrasive e rotonde. Quello che mi aspettavo e che mi ha immensamente divertito durante l’ascolto, una doccia fredda di rumore.







