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Recensione : Third Sovereign – Perversion Swallowing Sanity

n'altra release marchiata a fuoco dalla Transcending Obscurity, un altro notevole esempio di metallo estremo che infiammerร  i cuori dei deathsters sparsi per il globo.

Third Sovereign  -  Perversion Swallowing Sanity - Recensioni Metal

Un’altra release marchiata a fuoco dalla Transcending Obscurity, un altro notevole esempio di metallo estremo che infiammerร  i cuori dei deathsters sparsi per il globo.

Death Metal di stampo americano, violentissimo e molto vicino al brutal, un tornado di ritmiche veloci, blast beat a manetta e solos che urlano rabbia, schizofrenici e lancinanti, molto tecnico senza essere cervellotico come molte proposte technical death metal.
Loro sono i Third Sovereign, provengono da Nuova Dehli e a quasi dieci anni dalla fondazione, danno alle stampe il loro secondo full length, successore del primo lavoro(Destined To Suffer del 2007) ed una manciata di produzioni tra ep, split e single.
Gruppo con una buona esperienza alle spalle, i Third Sovereign in trentadue minuti, danno filo da torcere a piรน di una band storica, facendo tesoro delle proprie influenze, inglobandole in questo terremoto sonoro dal titolo Perversion Swallowing Sanity.
Death Metal statunitense, abbiamo scritto, ed infatti i richiami ai vari Obituary, Cannibal Corpse e Death sono abbastanza evidenti, anche se la band Indiana, riesce a tirare fuori una personalitร  non comune, aiutata da una produzione perfetta e dall’ottima tecnica esecutiva.
Strumenti che si intrecciano come un nido di Cobra, note estreme scaraventate sull’ascoltatore con forza inaudita, mantenendo il tutto in schemi lineari, cosรฌ che i brani, giร  dopo un paio di ascolti sono perfettamente riconoscibili.
Il quartetto รจ formato dalla sezione ritmica composta dai due martelli pneumatici che, al secolo, risultano Jonah Lalawmpuia Hnamte al basso e Reuben Lalchuangkima alle pelli, mentre a correre su e giรน per il manico della sei corde troviamo l’axeman Benjamin L. Pautu.
Il mostro dietro al microfono, Vedant Kaushik Barua completa la line up, il suo growl si erge sopra le intricate e devastanti performance dei suoi compari, elargendo brutali iniezioni di metal estremo come, Sakei Ai Hla / Grave of Humanity, enorme brano che apre l’album, seguita da Sarcofaga song che, in coppia con l’opener formano un avvio monumentale.
Al terzo brano, l’album si stabilizza su di una media piuttosto alta, i brani passano in rassegna tra violenza ed ottima soluzioni tecniche, dando inizio al nuovo anno estremo con una micidiale mazzata death metal.
Se il buongiorno si vede dal mattino, anche per il 2016 si prevedono bombe sonore provenienti dalla lontana India, state all’erta ed occhio alla testa.

TRACKLIST
1. Sakei Ai Hla / Grave of Humanity
2. Sarcophaga
3. Living This Hate
4. Slaughtered Mankind
5. Devolution of Mortality
6. Spawned with Guilt
7. Holocaust of Preaching
8. Dark Black
9. Burnt Epitome

LINE-UP
Jonah Lalawmpuia Hnamte – Bass, Vocals
Reuben Lalchuangkima – Drums
Vedant Kaushik Barua – Vocals
Benjamin L. Pautu – Guitars

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