The Vision Bleak – Witching Hour

The Vision Bleak - Witching Hour 1 - fanzine

The Vision Bleak – Witching Hour

Devo ammettere che fino ad oggi i The Vision Bleak mi erano apparsi come una bella incompiuta, nel senso che un progetto dal potenziale enorme, mostrato in gran parte nei primi due dischi, si era piuttosto appiattito negli ultimi due lavori evidenziando un certa staticità compositiva.

Indubbiamente il duo tedesco formato da Schwadorf (già anima dei magnifici Empyrium) e Konstanz, restava ugualmente una spanna al di sopra della stragrande maggioranza delle band impegnate nello stesso settore, non fosse altro che per l’ideazione di un trademark in grado di rendere i The Vision Bleak riconoscibili all’ascolto dopo poche note.
Il gothic orrorifico del magnifico esordio “The Deathship Has A New Captain” si era col tempo “evoluto” in una forma decisamente meno affascinante e più ampollosa, mantenendo come detto un livello rimarchevole ma perdendo gran parte dell’appeal iniziale.
Witching Hour ricolloca la coppia bavarese al posto che le compete, e ciò non avviene , contrariamente a quanto si potrebbe pensare, andando a ripescare le sonorità dell’esordio bensì attraverso un gothic doom robusto ma decisamente più essenziale e soprattutto, ricco di episodi riusciti e capaci di lasciare il segno.
A Witch Is Born mostra subìto quali siano gli intenti dei nostri in quest’occasione: il brano si snoda con la sua ritmica accattivante ma decisa, ammantato da quell’aura malefica che è un altro degli aspetti che si erano smarriti nel recente passato; la successiva The Blocksberg Rite affascina con il suo flauto in grado di trasportarci nell’atmosfera misteriosa di una montagna che in Germania, da sempre, viene ritenuta il luogo ideale per lo svolgimento di riti esoterici.
Cannibal Witch spinge maggiormente sul versante doom, con un refrain difficile da dimenticare ed un’atmosfera complessiva oscura e torbida come meritano le tematiche trattate, mente The Wood Hag presenta un andamento più scorrevole, pur mantenendo le caratteristiche peculiari del “Vision Bleak sound”.
In Hexenmeister, Schwadorf e Konstanz spingono in maniera inusuale sull’acceleratore ottenendo un risultato spettacolare, in linea con i miglior esempi del passato in tema di heavy metal dai tratti magic-horror e, tutto sommato, anche Pesta Approcheas parte in maniera simile per poi riprodurre il suono di mosconi svolazzanti (meglio non sapere su che cosa … ) e infine lanciarsi in una travolgente cavalcata .
The Call Of The Banshee è una bonus track, presente nella versione digipack, che mostra il lato più riflessivo della band, e lo stesso si può dire con l’evocativa chiusura affidata a The Valkyrie, dove la tastiera dipinge atmosfere solenni e melodicamente ineccepibili.
Il quinto full-length dei The Vision Bleak si rivela così uno dei più convincenti della loro già soddisfacente carriera, grazie al recupero di sonorità più aggressive facenti sicuramente parte del background dei due musicisti ma che, nei precedenti lavori, erano state abbandonate a favore di atmosfere più magniloquenti e indubbiamente meno efficaci. Non escluderei che, al riguardo, la parentesi dedicata al ritorno in auge degli Empyrium, culminata con la prima esibizione live della loro storia, abbia avuto il suo peso nello spingere i due musicisti ad esplorare il lato più aggressivo dei The Vision Bleak, quasi a volersi contrapporre alla condizione acustica alla quale, in qualche modo, erano stati “costretti” in quel frangente.
Bellissimo lavoro per una band ritrovata al 100% delle proprie potenzialità.

Tracklist:
1. Witching Hour
2. A Witch Is Born
3. The Blocksberg Rite
4. Cannibal Witch
5. The Wood Hag
6. Hexenmeister
7. Pesta Approaches
8. The Call Of The Banshee
9. The Valkyrie

Line-up :
Konstanz – Vocals, Drums, Keyboards
Schwadorf – Vocals, Guitars, Bass, Keyboards

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