THE QUEEN IS DEAD VOLUME 23 – Cluster Lizard \ Ross Harper \ Fluxion \ Jeff Mills And Rafael Leafar \ Emmanuel De La Paix

THE QUEEN IS DEAD VOLUME 23 - Cluster Lizard Ross Harper Fluxion Jeff Mills And Rafael Leafar Emmanuel De La Paix 1 - fanzine

THE QUEEN IS DEAD VOLUME 23 – Cluster Lizard \ Ross Harper \ Fluxion \ Jeff Mills And Rafael Leafar \ Emmanuel De La Paix

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Ritorna dopo qualche tempo la nostra rubrica The Queen Is Dead, un pot pourri di dischi, singoli ed altro, con recensioni più brevi rispetto al solito. Ricominciamo nei dintorni dell’elettronica, con una manciata di nuove uscite notevoli.

Cominciamo dal duo ucraino Cluster Lizard, composto da Dmytro Fedorenko and Kateryna Zavoloka e di base a Berlino. Con questo loro nuovo Star Corsair per Prostir Records  vanno a musicare due opere dello scrittore dissidente Oles Berdnyk, un gigante della cultura ucraina e non solo. Berdynk, per farla breve ma la questione è assai più complessa, usò la fantascienza come cassetta degli attrezzi per narrare la vita in Ucraina sotto il comunismo sovietico, e per questo fu imprigionato due volte.

Nella sua scrittura i mondi lontani servono per parlare della vita e della quotidianità al tempo del socialismo reale, e i Cluster Lizard hanno qui messo in musica due opere dello scrittore : Star Corsair e il suo seguito “Dazhbog’s Camertone”. In queste opere si parla di viaggi interstellari, di contatti con alieni e con pianeti assai differenti dal nostro, e tutto questo è presente in questo meraviglioso album di musica elettronica che si avvicina all’ambient ma che è spaziale nella sua fisicità e nella sua maniera di occupare lo spazio fisico nel cervello dell’ascoltatore.

I suoni sono molto potenti e hanno una forza incredibile, sembra una certa elettronica spaziale degli anni settanta, fatta con più consapevolezza e con un’ammirazione sconfinata per l’opera d Berdynk, un grandissimo scrittore ma anche molto altro.

L’opera musicale del duo vuole essere anche un omaggio al lavoro di questo scrittore, un’immersione dell’evoluzione dell’arte umana che parla di mondi altri, ma che in realtà tratta della cosa più importante : la nostra libertà. Un lavoro molto ben prodotto e al di fuori del comune, proprio di un altro universo.

 

Continuiamo con le nuove uscite, con Tower Of Light di Ross Harper per City Wall Records, ed è la seconda opera dell’installazione Ambient Girl, il tutto tratto da un racconto dello stesso Harper. La storia del racconto si svolge a fasi, una per ogni disco, e la protagonista è questa Ambient Girl che sta compiendo un viaggio molto pericoloso e al limite fa vari mondi, Harper tratteggia questa storia in una maniera molto inglese, avendo anche composto il disco in diversi posti delle isole britanniche.

Il suo suono è molto variegato e funzionale alla narrativa del racconto, usando in maniera molto matura gli strumenti che gli offre la tavolozza dell’elettronica, tra un suono in stile Orb a sprazzi di liquid drum and bass ad elettronica che sfocia nel cosmo, il tutto lasciando libera l’immaginazione e la voglia di andare oltre. Harper riesce a coniugare la musica moderna, e forse chiamare la sua elettronica è persino riduttivo, ed un immaginario medioevale, l’arcadia delle isole britanniche, un luogo di sogno e magia dove nulla è definito e muta in continuazione, dove torri di luce si possono ergere ai bordi di un lago.

Le meravigliose opere della pittrice Iva Troj danno maggiore forza e profondità al tutto. Ciò che colpisce maggiormente di Harper è l’estrema varietà di suoni e sensazioni, Ross usa tutto ciò che ha a disposizione, dal piano ai synth, per rafforzare la sua storia e renderla bellissima. Si viaggia in questo disco, attraverso suoni mai comuni ed un immaginario da sogno. Ross Harper è un grandissimo musicista e i suoi dischi sono sempre meravigliosi.

 

Il greco Konstantinos Soublis in arte Fluxion è uno dei numi tutelari della dub techno,  ed è in giro da molti anni, producendo grande musica. Lo ritroviamo in questo 2021 che volge al termine con il nuovo Parallel Moves, pubblicato da Vibrant Music.

Fluxion riesce a creare delle bellissime atmosfere unendo il dub alla techno, in un genere di nicchia ma che ha uno zoccolo durissimo di seguaci. Ascoltando una traccia come la canzone che dà il titolo al disco, Parallel Moves appunto, si può ascoltare l’estrema eleganza sonora di Fluxion, con una fortissima impronta dub in levare, che è la colonna portante di tutta la canzone, che poi usa elementi techno per ampliare il discorso musicale. Konstantinos in tutta la sua carriera è riuscito attraverso la sua musica ad instaurare un rapporto molto profondo con i suoi ascoltatori, grazie ad una dub techno che ti scava dentro e lì si deposita, stratificandosi insieme ai diversi sentimenti.

Di dub techno se ne può trovare molta in giro ma la raffinatezza e la profondità di Fluxion è assai difficile da trovare. Ci sono moltissime atmosfere diverse nei suoi pezzi, riverberi che si fondono con alcune ritmiche in levare che portano poi ad aperture melodiche inaspettate, dove con pochi elementi si crea un cosmo inaspettato e bellissimo.

Parallel Moves può essere usato per diversi scopi, per rilassarsi, per meditare, o anche solo per godere di un tratto di musica spettacolare e che rinfranca come una luce che fende il buio.

Da sentire e risentire.

 

Collaborazione fra due grandi nomi della scena techno e non solo, parliamo di Jeff Mills e Rafael Leafar con il loro The Override Switch per la bellissima label Axis Records.


I due sono fra i nomi più noti della scena techno di Detroit, Mills fra le altre mille cose è stato anche fondatore dell’ Underground Resistance, un movimento che ha mutato profondamente il panorama della techno anni novanta. In questo disco il baricentro è la massima libertà musicale, improvvisazione, ambient nel senso più pieno del termine, bordate di elettronica e un riportare la musicalità al centro del discorso, senza schemi prefissati.

I due di Detroit viaggiano liberi, esagerando anche e straripando come sa fare solo chi ha la musica che vibra in continuazione, sia nelle sinapsi che nel corpo, attraversandolo come se fosse. Come per ogni album della Axis Records la musica diventa totale e spiazza, ti aspetti qualcosa che non succede, perché accade talmente tanto di altro che il punto di partenza è fortunatamente troppo lontano per essere visto di nuovo. Musica totale e senza freni, ritmi che si intersecano con mille sonorità, la ripetitività tribale della techno portata all’estremo e alla sua accezione più autentica. Un gioiello da degustare appieno con moltissimi ascolti.

 

Da Zurigo arriva Emmanuel De La Paix con il suo debutto Rescue Pack per Broque. Il disco è composto benissimo, con molte stratificazioni e con una complessità che è ricchezza musicale. Dall’elettronica al post shoegaze, alle cose più vicine ad Aphjex Twin ad altre quasi cantautoriali, il tutto con una malinconia di fondo che rende l’album crepuscolare e bellissimo.

Calma ed ansia, immobilità e movimento nervoso, i contrari si incontrano e fecondano, il tutto è da sentire con calma lasciandosi avvolgere da un musicista molto particolare, che ha colpito l’attenzione della Broque, un’etichetta dalla qualità molto alta, e che non è facile da impressionare.

Ogni brano fa da genere a sè, anzi ogni traccia è un racconto, un film differente da quello che lo precede e dal successivo. Musica evocativa, musica da tregenda o da meditazione qui c’è tutto. Passione e ritmo, reminescenze e cose nuove che si stagliano all’orizzonte.

Rescue Pack potrebbe benissimo essere un disco nel quale si fondono le poetiche di Sigur Ros e di certi Radiohead, perchè Kid A h avuto un peso sull’elettronica che deve essere ancora stabilito nella sua interezza.

Un debutto veramente profondo e che va ben oltre i generi, un musicista da tenere d’occhio.

 

 

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Massimo Argo
argomassimo01@gmail.com
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