Colori diversi dalla tavolozza della musica elettronica, dall’ambient alla dark synth.
AFTERLIFE
“Standing At The Foot Of The Mountain” su Subatomic Uk è l’ultimo lavoro del prolifico produttore e musicista inglese Steve Miller, uno dei nomi più conosciuti ad Ibiza e nel mondo della balearic music. Ibiza è tante cose, e sull’isola sono nate e sono state sviluppate molti stile e tendenze della musica elettronica odierna, e Steve è da decenni presente con i suoi suoni particolari, una ambient che si sposa dolcemente con suoni che vengono messi in musica direttamente dalla natura, dall’ascolto di cosa si ha intorno.
Il talento di Afterlife è la capacità di modulare suoni e frequenza calme, rilassanti e profonde, un’onda sonora che si espande e che non termina mai, unendosi alle altre, in un continuum che diventa organico. Come mostra molto bene la copertina in questo lavoro sono presenti sia la luce che l’ombra, in un gioco continuo e che vive attraverso il suo opposto, in maniera che questi suoni siano carichi, vivi e che portino con loro ulteriore vita. La musica di Afterlife è completa, rilassante in maniera stimolante, una terapia per le nostre orecchie e per la nostra mente.
In un’epoca di grida e di corse senza senso “Standing At The Foot Of The Mountain” è un invito sonoro alla calma e alla ricerca, una meditazione sonora che accarezza le nostre sinapsi, un fluido caldo e freddo, lucente e tenebroso, puro ed impuro, un piccolo assaggio di universo che si espande caldo dentro di noi.
Le sensazioni contenute in questo lavoro di Aftelife sono quelle che hanno mosso i primi occupanti di Ibiza, quella ricerca di ricchezza spirituale nel bello, trovare nella bellezza il senso, e anche qui possiamo trovare in questi suoni il senso del bello, il senso della cura per le nostre facoltà. Non ci sono fratture, né spirituali, né musicali, qui regna la profondità e la calma, la vita che si espande come la nostra coscienza grazie agli impulsi sonori di Aferlife, con un disco che continua la sua decennale ricerca sonora e di vita.
HYBRID LEISURELAND
Hybrid Leisureland, al secolo Hidetoshi Koizumi pubblica la sua ultima fatica “Flower bullet” su Sonar Library Records. Il produttore e musicista giapponese propone musica contemporanea, con il pianoforte al centro di tutto, con inserti elettronici e di un qualcosa che sembra jazz nella sua essenza e struttura sonora più pura e distillata. “Flower bullet” è un atto musicale e non solo di amore verso il prossimo e verso sé stessi, una riparazione sonora del male subito, una ricerca di suoni gentili e raffinati, un’esplorazione verso la bellezza e la voglia di fare del bene e non del male.
Volendo dare una definizione alquanto restrittiva, ma abbastanza calzante, del suono contenuto in questo disco si potrebbe affermare che sia quasi un musica classica di questi tempi moderni, una musica da camera e da computer contemporanea, ma che base le sue strutture nella musica classica, nella forza della sua stabilità e nella potenza di questi suoni. Koizumi fonde molto bene la musica contemporanea con l’elettronica idm, quella parte dell’elettronica più avanzata e malleabile, dove i bassi si snodano e si integrano molto bene con gli alti. Il risultato è un disco magico, un prodotto fuori dal tempo e dalla logica di genere musicale, qui c’è Hidetoshi con la sua musica e con la sua visione della vita, sparando proiettili di fiori, che vanno a medicare dove i proiettili, le parole e i gesti hanno causato dolore.
L’idea alla base del lavoro è quella di trasformare i proiettili, strumento di morte, in fiori, strumento di vita, e di farlo attraverso la comunicazione positiva, facendo stare bene le persone con suoni gentili e un’elettronica che abbraccia e scalda, che protegge e non espone, in uno scambio reciproco di sensazioni. “Flower bullets” è un disco che ha tantissimi suoni, tante emozioni e che deve essere ascoltato più volte per poter cogliere in pieno il tutto, e ci sono molte cose da ascoltare e da far proprie. Un lavoro emozionante, portatore di pace attraverso una comunicazione gentile e premurosa degli altri e di noi stessi, e in questa epoca non è affatto comune.
NIGHTCRAWLER
Lo spagnolo Nightcrawler è un produttore spagnolo molto prolifico, la sua musica è elettronica oscura ed ebm, con un immaginario influenzato dai film horror e dalla fantascienza senza lieto fine. “Malevolent forces” su Nightcrawler Records è un ep di otto tracce che spaziano in molti generi e sottogeneri di elettronica che non vede la luce. I sintetizzatori di Nightcrawler si aggirano per le tenebre cercando di cogliere tutto il male che c’è in esse, i bassi sono potenti e martellano l’ascoltatore come una pioggia acida in una città dove il futuro è scappato di mano, le tracce potrebbero essere state composte da un’intelligenza diversa dalla nostra, ma che alla stregua di noi vuole carne e sangue, fluidi e maledizioni in silicio. Nightcrawler esplora tanti angoli nascosti alla vista di chi pensa che la musica sia solo intrattenimento, mentre qui è veicolo di lussuria e cattiveria. La produzione dei brani è pressoché perfetta, e la pulizia dei suoni spinge ancora più a fondo il coltello nelle carni.
“Malevolent forces” è un ep che porta ad un livello superiore la musica di Nightcrawler, mostrando a tutti il grande talento di questo produttore, e la sua musica che spazia dall’ebem al dark synt pop, o quando aumenta i bpm e si inoltra in territori techno con i quali interagisce molto bene. La tecnica musicale qui è chirurgica nel vero senso della parola, unisce silicio e carne fondendoli nel dolore, rituali bondage su navicelle a guida autonoma, latex che si strappa sotto coltelli incandescenti, tenebre e piacere.
Le atmosfere evocate da Nightcrawler sono davvero cinematografiche e di ampio respiro, e questo ep è un grande saggio di ciò che può fare questo produttore, che raramente sbaglia un’uscita, anzi non la sbaglia mai.










