THE DEATH OF ANNA KARINA-LACRIMA PANTERA

THE DEATH OF ANNA KARINA-LACRIMA PANTERA 2 - fanzine

THE DEATH OF ANNA KARINA-LACRIMA PANTERA

I The Death Of Anna Karina erano nel silenzio dal 2006, da quando diedero alle stampe l’ormai memorabile New Liberalistic Pleasures: screamo dalla venature new wave (per riassumere). Sono passati cinque anni e, mentre Giulio, storica voce della band, ha deciso di andarsene (al suo posto Andrea), il suono si è appesantito ulteriormente e si è passati dal cantato in inglese a quello in italiano. I ragazzi hanno trovato casa al Blocco A di Padova, dove hanno trovato Giovanni Ferliga e Giulio Ragno Favero. Qui hanno registrato Lacrima/Pantera.

Undici tracce compongono il nuovo disco, undici stazioni di penitenza, dove incontrare tutti i nostri incubi, anche quelli che non ci aspettavamo. Un viaggio nelle tenebre, nel profondo dell’oscurità.

Gli Errori. E Di Fronte A Noi Il Nulla apre squarciando il silenzio, tra viscerali tonalità oscure e un cantato-parlato alienato, disilluso e senza speranze: ‘a un certo punto gli errori dovrebbero esaurirsi, invece non lo fanno’. Esplosioni e urla, come una bestia infernale in ira e agonia. Sparate Sempre Prima Di Strisciare, subito dopo, si appende ad accordi neri prima di graffiare la faccia con le chitarre e la batteria, aggredendo e mordendo alla giugulare (come se Il Teatro Degli Orrori, Massimo Volume e Offlaga Disco Pax fossero un tutt’uno) mentre Quello Che Non C’è, più votata alla melodia (senza mai abbandonare lidi oscuri e terrificanti) mette in gioco anche qualche rigurgito di Meganoidi (quelli del breve ma importante And Then We Met Impero), sfrecciando in un oceano di pece e carbone, tra sfoghi ed esplosioni, pieni e vuoti. Dissoluzione parte dilatata, su panorami desertici, dove tra synth, violenze di basso e ritmiche serrate si innesta l’ennesimo incubo allucinato, in uno sprofondare continuo, senza ritorno. Inabilmente sembra abbassar le vele, perdersi nella bonaccia, nel vuoto e nella solitudine eterna, mentre gli strumenti si danno battaglia a vicenda, tra fondali di malessere e malinconia, conducendoci fino ad Anticipazione Della Notte e al suo colpire allo stomaco (non appena la voce fa la sua comparsa), tra melodie allucinate e inquietudine diffusa (impossibile da scacciare o alleviare). Un’Ultima Volta rincara ulteriormente la dose: aumenta il ritmo e la tensione, amplifica i muri sonori e spazza via come un vento implacabile i nostri corpi. Strumentale non è di certo la pausa e la quiete che si potrebbe sperare: synth ossessivi e ripetitivi che tormentano la mente come fantasmi. Infine, ancora tre canzoni: Per Scherzo, con il suo basso onnipresente e nero (a suonarlo c’è Giulio Ragno Favero) e il suo testo terribilmente drammatico, squarcia l’aria (mentre gli strumenti generano tempesta alle spalle), Così Che Non Potranno Più Prenderci cerca di sfuggire dalle precedenti aggressioni soniche, scorrendo rapida e veloce, con voce mesta e drammatica (i suoni si fanno per la prima volta più lineari e meno violenti, nonostante il finale in crescendo), Vile Omicidio conclude, con le mani ancora sporche di sangue, tra chitarre assassine, improvvisi stati di quiete e terrificanti esplosioni, urla rabbiose, apocalittiche.

Arrivi al fondo e resti sconvolto, con gli occhi fuori dalla orbite. E’ un viaggio che non vorresti aver fatto, che avresti voluto evitare, ma che invece è accaduto (e che, nonostante tutto, ti è piaciuto). Una discesa agli inferi solo andata, fino al risveglio, improvviso.

I The Death Of Anna Karina riescono ad architettare tutto questo: abbandonano molte delle loro precedenti sonorità per sprofondare in un tetro universo generato dalla fusione di Teatro Degli Orrori e Massimo Volume (su tutti), ma dove infinite altre influenze trovano sfogo (vedi Meganoidi, Le Luci Della Centrale Elettrica, Offlaga Disco Pax). Musiche nere e vivide, che colpiscono con la forza di mille martelli, testi crudi e affilati, che non danno scampo (decisamente apprezzata la scelta di passare alla lingua italiana).

Un disco molto convincente, che suona vivo e squillante. Una tappa importante (azzardiamo fondamentale) dal quale far partire nuovi percorsi. Unico punto debole: i testi, sicuramente interessanti ed efficaci, ma forse ancora un po’ troppo derivativi.

Voto: 7,5

TRACKLIST:
01. Gli Errori. E Di Fronte A Noi Il Nulla
02. Sparate Sempre Prima Di Strisciare
03. Quello Che Non C’è
04. Dissoluzione
05. Inabilmente
06. Anticipazione Della Notte
07. Un’Ultima Volta
08. Strumentale
09. Per Scherzo
10. Così Che Non Potranno Più Prenderci
11. Vile Omicidio

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