THE CURLY BROTHERS – CONCERTI DA CAMERETTA VOL.1

THE CURLY BROTHERS - CONCERTI DA CAMERETTA VOL.1 1 - fanzine

THE CURLY BROTHERS – CONCERTI DA CAMERETTA VOL.1

Torino è grigia e fredda con chi se lo merita e non a tutti è concesso il privilegio di trovarsi coccolati dalle premurose attenzioni che escono da Casa Canditi, dove due giovani e talentuosi fratelli ….

Ecco un buon incipit che apre il contesto ad una città radiosa, fuori dagli schemi battuti dai media o dai luoghi comuni. Simone e Silvia, fratelli d’arte ci riportano ad immaginare due felici sognatori che fanno della realtà sabauda, l’animato percorso Vaudeville, con lieto finale e fuochi d’artificio sopra la Mole.
Il cocktail ben riuscito (soul), agitato (blues) ma non mescolato (r’n’r’) che viene servito durante il loro spettacolo/concerto viene bevuto in funzione dell’ospitalità che una cameretta riesce a trascinare con un (o più) video virale, come anni fa Alanis Morrisette riusciva a fare.
Il gusto è mellifluo e dà certa dipendenza nel rivederli esibirsi in un live set, come in strada versione baskers. E se tutta questa leggerezza creativa non bastasse (e non basta infatti) per avere una certezza, un cd sta arrivando, al fine di mettere in piedi più brani possibili, visto che Vol.1 aprirà la strada ad un #2 se non #3.
La produzione è lasciata alla classe di EZRA (Casino Royale) e della sua NoMad Studio, non più alla ricerca di giovani prodigiosi, bensì di stile e musica che assieme possano avere un connubio, esotico in questo caso.
La scelta dei brani eseguiti e coverizzati discerne l’originalità e l’accuratezza cristallina dei suoni, come nel caso di Maracaibo, Amore Disperato e Shake it out.
You now I’m not good veste a guisa i gusti per Amy Winehouse, ovvio fulcro ma non scontato per Silvia; per gli arrangiamenti di Simone, mi sono personalmente stupito con un sorriso su scelte come Call me e Love is a losing game.
Se guardando al passato, qualche riferimento non troppo azzardato lo devo necessariamente fare, l’animo dei britannici Cosmic Sausages rende febbrile il coinvolgimento, ma se invece dovessi sforare in alchimie oniriche e assurde, vorrei sperare un giorno, un bel giorno, di sentire cantato anche quello stesso grigiore frizzantino torinese che solo Tony Scott ha finora avuto il coraggio di reinterpretare: “Lush Life”

TRACKLIST
1:Liquid lunch
2:That man
3:Maracaibo
4:Call me
5:You got the love
6:Love is a losing game
7:Amore disperato
8:You know i’m no good
9:Ma che freddo fa
10:Creep
11:Shake it out

LINE-UP
Silvia Zambruno – voce
Simone Guzzino – chitarra ritmica

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