Tèranga, un’autentica ospitalità

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Accogliente, caloroso e ospitale, il Senegal come finestra dell’Africa riesce ancora a conservare uno dei suoi valori essenziali : l’Ospitalità.
Da tempo immemore, tutti i giorni gli abitanti sono pronti a fare scoprire ai visitatori le ricchezze del paese, proprio perché i senegalesi stessi amano far conoscere le loro tradizioni e la propria cultura.

Tèranga sono Io” è un leitmotiv tipicamente locale, che attribuisce all’abitante lo stesso concetto di benevolenza … ma qual è la sua origine?

Questo motto innanzitutto, viene da Teral, i cui abitanti considerano la terra da dove arriva.

C’è oramai da tempo (quantificabile in anni) una mescolanza importante di persone e culture, una sorta di meltin pot, in questa parte del mondo . Questo incontro di culture fa si che oggigiorno l’ospitalità dei Senegalesi si dimostri ancora più aperta nei confronti dei visitatori stranieri oltre che turisti.
Infatti se esiste radicalmente un desiderio comune di (co)vivere assieme, la popolazione locale deve necessariamente aprirsi al fine di mantenere questa lunga tradizione , alimentando la propensione che hanno nei confronti dello straniero di sentirsi a proprio agio e creando il beneficio comune.
Al vostro arrivo subito intuirete questo sentimento in modo naturale, grazie al modo fiero (ma non ostentato) che i Senegalesi hanno, senza affatto lasciare indifferenti chiunque abbia il piacere di avvicinarsi ai propri usi e costumi. Il piacere di accogliere e ricevere è dunque una realtà in Senegal.
Questa cordialità si esprime per lo più al momento della partenza come dell’arrivo, in cui i saluti sono particolarmente sentiti come un’amicizia gioiosa, per culminare al termine come un’accettazione naturale quasi consanguinea .

All’interno di una casa senegalese, ad esempio , quando una famiglia si ritrova a cucinare non si bada a dosare gli ingredienti o misurare le porzioni. Proprio perché le famiglie sono particolarmente consistenti e allargate, l’imprevisto di avere un (o più) ospite a tavola è più che normale.

Quando inoltre la proprietaria di casa (il marito riveste un ruolo per lo più sociale che lo esula da una società familiare matriarcale, ndr) ripassa per una seconda porzione, un bis, non terrà più conto della gerarchia ma unicamente del visitatore imprevisto. Il piatto unico è posto sempre al centro della tavola in modo da poter essere vicino a chiunque ma di certo le donne sapranno riservare a voi ospiti stranieri i morsi migliori. Per far sì che la cortesia crei un connubio con l’abitudine, senza creare un disgelo, verrà porto un cucchiaio, dato che in Senegal (e in tutta l’Africa) chiunque mangia solo aiutandosi con le proprie dita. Ma se vorrete provare questa nuova esperienza di fingerfood, a loro non potrà che fare piacere.
Prima di iniziare a mangiare si sentirà pronunciare all’unisono una parola quasi rituale: “Bismilahi” … che non è altro che un ringraziamento a Dio per il cibo quotidiano.

Avanti dunque, ma pur facendo attenzione a due cose fondamentali: il bis è portato sempre e solo nello stesso piatto unico per tutta la durata del pasto, si tratta solamente di mangiare quello che viene porto nel piatto. Inoltre non è contemplato mangiare con la mano sinistra in quanto riservata alla pulizia personale, quindi pronti a servirvi con la mano destra.

A termine del pasto, un po’ più tardi di certo saremo invitati a gustare un the alla menta, chiamato Ataya … e non è il caso di esitare , a discapito dell’ elevata temperatura, visto che il principio ricorda quello del celebre the sorseggiato nel deserto dai beduini per dissetarsi dall’estremo caldo. Freschezza assicurata dunque! L’autenticità dell’ospitalità può anche e ancora sorprendere, anche se inizialmente rischia di disorientare per la differente modalità, incalza man mano in modo festivo e gioviale.

Due caratteristiche primarie e forse uniche . Benvenuti dunque in Senegal, e benvenuti al paese di Teranga.

Attenzione, tuttavia, perché questa ospitalità senegalese tende ad essere abusata da chi ha malvagie o dissonanti intenzioni verso chi può apparire troppo ingenuo ,.. ( e come dappertutto è necessario possedere una certa malizia nel rifiutare nettamente un invito) . Ma forse a differenza di qualsiasi altro posto sarete rassicurati sapendo mettere a posto rapidamente le stesse loro istanze. E comunque un senegalese onesto sarà piuttosto sconvolto da un nostro rifiuto ma non insisterà affatto, al fine di sentirci a nostro agio

Il celebre cantante Youssou N’dour canta ormai da anni questa gran qualità senegalese, criticando chi invece non è in grado di rispettare le volontà del turista, nell’album intitolato “La Guida” (Wommat).

Notre hospitalité est une fierté nationale
Le slameur (traditionnel) déclame l’hospitalité sénégalaise
Le chanteur fait les éloges de l’hospitalité sénégalaise
L’écrivain vente l’hospitalité sénégalaise
Du moment qu’on en a fait une fierté nationale
Nous devons l’extérioriser à travers nos faits et gestes

Quand nous accueillerons des étrangers
Nous devons leur offrir cette hospitalité afin qu’ils gardent de bons souvenirs de notre pays
Toi le taximan, tu dois bien jouer ta partition
Toi le vendeur, tu ne dois pas exagérer sur les prix
Les retombées vont profiter à la nation

Du moment qu’on en a fait une fierté nationale
Nous devons l’extérioriser à travers nos faits et gestes
« Namou namou namou… »

L’étranger qui arrive chez toi
Tu dois l’accueillir et le mettre à l’aise
De telle sorte qu’il puisse rentrer avec de bons souvenirs
Comme ça, il n’hésitera pas à revenir prochainement

La saleté, les poubelles, les mauvaises odeurs…
C’est néfaste pour la santé et donne une mauvaise image de notre pays

L’étranger qui arrive chez toi
Tu dois l’accueillir et le mettre à l’aise
De telle sorte qu’il puisse rentrer avec de bons souvenirs
Comme ça, il n’hésitera pas à revenir prochainement

Le malfrat, le pickpocket, l’escroc sont à l’origine de beaucoup de maux
Ils donnent une mauvaise image de notre pays
Nous devons faire une autocritique, afin que notre hospitalité se ressente dans nos faits et gestes (bis)
Nous devons développer le sens du partage et mettre notre hôte à l’aise
« Namou namou namou… »

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