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Recensione : Tales Of Deliria – Beyond The Line

Ci troviamo davanti a una prova già di notevole spessore ma che lascia spazio a ulteriori sviluppi e che ci spinge a seguire con interesse le mosse dei Tales Of Deliria nel prossimo futuro.

Tales Of Deliria – Beyond The Line

In quest’epoca storica si possono fare affermazioni di ogni tipo sul metal italiano, di certo però, nessuno può permettersi di snobbarlo a causa delle produzioni approssimative (ad essere generosi) che, fino a qualche tempo fa, finivano per svilire uscite di indubbio valore.

A testimoniare l’accresciuto livello di professionalità raggiunto da band e label nostrane, arriva questo Beyond The Line, secondo lavoro dei pugliesi Tales Of Deliria, masterizzato a Helsinki presso i prestigiosi Finnvox Studios.
La band nasce nel 2003 ed esordisce pubblicando un demo improntato alla riproposizione di un thrash di stampo ottantiano e anche l’esordio su lunga distanza “Calling From The Abyss”, risalente all’ormai lontano 2006, ricalca questi schemi mostrando però una chiara evoluzione del suono dal punto di vista tecnico e compositivo.
In questi sei anni la band ha avuto la possibilità di affinare ulteriormente le proprie capacità, in parte grazie a un’intensa attività live, riversando tutta l’esperienza accumulata in questo secondo full-length: in tale occasione la matrice thrash è sicuramente rinvenibile in gran parte dei brani, ma spesso ciò avviene in connubio con una forma di death melodico di stampo scandinavo, il tutto senza apparire mai troppo derivativo; per intenderci non capita quasi mai durante l’ascolto di pensare “qui sembrano i Dark Tranquillity, qui gli In Flames, ecc…”.
Il fatto che non ci siano elementi innovativi (se per questo si intende l’inserimento di strumenti estranei al genere tipo violini, trombe o clavicembali, ne facciamo volentieri a meno …) non inficia minimamente il valore del disco, che si rivela da subito di forte impatto senza perdere mai di vista la componente melodica. La band ha raggiunto un livello di maturazione che le consente di muoversi con disinvoltura all’interno dei generi presi a riferimento, grazie alle doti tecniche dei singoli componenti; al riguardo è d’obbligo una menzione per Vittorio “Orion” che dimostra la sua versatilità nel passare con disinvoltura dallo screaming al growl senza mai perdere un’oncia di intensità, ma il resto del band non è da meno, con una la base ritmica martellante e puntuale, e un lavoro chitarristico preciso ed efficace nei frequenti “solos”.
La scaletta si attesta su un livello medio alto con le punte riscontrabili nella notevole In My Dry Reliquary, che spicca nel contesto per un certo rallentamento dei ritmi, il che conferma che i nostri non devono andare sempre a cento all’ora per colpire nel segno, The Anguish Fixer, più classicamente thrash e nella doppietta finale Ethereal Warrior, I e II.
Tirando le somme, ci troviamo davanti a una prova già di notevole spessore ma che lascia spazio a ulteriori sviluppi e che ci spinge a seguire con interesse le mosse dei Tales Of Deliria nel prossimo futuro.

Tracklist :
1. Under this Shroud
2. Beyond the Line
3. Towards North
4. In My Dry Reliquary
5. The Anguish Fixer
6. One Thousand Ways to Die
7. Snatched Love
8. Attack
9. Ethereal Warrior I
10. Ethereal Warrior II

Line-up :
Francesco Patruno – Bass
Ale Fornari – Drums
Francesco “V” Picciariello – Guitars
Nicolò “Brado” Cantatore – Guitars
Vittorio “Orion” Bilanzuolo – Vocals

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