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Recensione : Systemhouse33 – Regression

Se siete amanti dei suoni moderni e dalle reminiscenze core, Regression vi stupirà per impatto, attitudine e violenza.

Systemhouse33 – Regression

Vi avevamo già parlato dei Systemhouse33 in occasione dell’uscita, un paio di anni fa, del primo full length, Depths Of Despair, quindi la band torna sulle pagine metalliche della nostra ‘zine con il nuovo lavoro, Regression.

Il gruppo di Mumbai, sempre molto attento alle vicende politico sociali del suo paese, riprende il discorso interrotto con il primo album, ma questa volta con molta più convinzione.
Il sound di questo nuovo lavoro vira leggermente in territori più core rispetto al precedente, quindi meno ritmiche panterizzate e tanto groove moderno, oltremodo devastante e compatto come il granito.
Solo mezz’ora scarsa la durata, ma tanto basta per colpire nel segno con questo violento e monolitico esempio di metal estremo, composto da accelerazioni thrash e metalcore colmo di groove, a tratti marziale e potentissimo.
La band nel frattempo ha avuto qualche piccolo ritocco di line up, risultando ora un terzetto composto dai membri storici Leon Quadros al basso ed il vocalist Samron Jude, con il nuovo entrato Atish Thomas alle prese con la sei corde e le pelli.
E Regression non delude, così, dopo un’intro marziale e molto coinvolgente parte in quarta, come un treno senza freni con l’ottima title track, velocità e potenza si alternano al comando del sound mentre Jude si dimostra un vocalist dall’impatto disumano: il suo canto estremo coinvolge, come se tutti i mali del mondo convogliassero nella sua gola e Lift This Plague continua imperterrita a disegnare questo manifesto di metal estremo moderno e senza compromessi.
Enorme il lavoro delle sei corde, che ci travolgono con riff monolitici e solos lancinanti.
Denuncia, rabbia, disperazione, difficile trovare in band del genere, anche più famose, emozioni così reali come sanno trasmettere i Systemhouse33, con Namesake (la più thrash del lotto) ed il muro sonoro alzato da Death Chamber a salire sul podio delle migliori song del disco, in un’escalation di violenza e disperazione sorprendente.
Per chi ancora non si è avvicinato al metal suonato nel lontano paese asiatico, ed alla band in questione, siamo molto vicini al sound dei vari Lamb Of God, Meshuggah e personalmente, ai già citati in occasione della recensione sul primo lavoro, Skinlab.
Se siete amanti dei suoni moderni e dalle reminiscenze core, Regression vi stupirà per impatto, attitudine e violenza.

TRACKLIST
1.Catharsis
2.Regression
3.Lift This Plague
4.Namesake
5.Death Chamber
6.Detestable Idolatry
7.Pagan Breed
8.Malicious Mind

LINE-UP
Leon Quadros – Bass
Samron Jude – Vocals
Atish Thomas – Drums, Guitars

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