Stigmhate – Zodacare Od Zodameranu

Stigmhate - Zodacare Od Zodameranu 1 - fanzine

Stigmhate – Zodacare Od Zodameranu

Dopo un ritorno convincente (“The Sun Collapse”) seguito ad un lungo periodo di silenzio , ritornano gli Stigmhate con un lavoro che li conferma ai vertici del black metal tricolore.

Zodacare Od Zodameranu, in effetti, si dimostra un ulteriore passo avanti visto che, mai come in questo caso, la proposta della band vicentina appare ben focalizzata e rivestita di tratti peculiari, pur se rinvenibili all’interno di un perimetro non troppo ampio come quello che prevede il genere.
Se il riferimento dei nostri è sempre il movimento svedese, il sound fa sempre meno concessioni ad aperture melodiche, rendendo paradossalmente quelle residue ancor più efficaci e, se è vero che gli Stigmhate odierni sono un macchina capace di toccar vette di violenza non comune, è l’intensità con la quale il tutto viene sciorinato che fa la differenza rispetto a una tetragona esibizione di black metal suonato a cento all’ora.
Mike, così come avveniva nel precedente lavoro, si dimostra abile nel comporre brani capaci di catturare l’attenzione dell’ascoltatore, tenendone costantemente desta l’attenzione con passaggi che, se in un primo momento possono passare inosservati, con il ripetersi degli ascolti si rivelano fondamentali per una fruizione appagante del disco; inoltre il suo stile chitarristico, in particolare, non si imita ad un uso ottimale del tremolo picking ma prevede anche diverse incursioni all’interno delle tracce con assoli di stampo classico eseguiti con gran gusto.
L’accoppiata iniziale The Third ObsidianAve Averno In Genesi Nema toglie subito qualsiasi dubbio residuo sulla validità di un album che trova ulteriore sublimazione in un’esibizione controllata di inaudita potenza come The Templethot e nell’altra accoppiata May The Cursing BeFeralis Exercitus, tracce accomunate da un crescendo finale irresistibile.
Zodacare Od Zodameranu (che nella lingua enochiana significa più o meno “muovetevi e mostratevi”) è un viaggio affascinante e mai scontato all’interno di un genere che pare divertirsi a smentire, grazie a band come gli Stigmhate, chi periodicamente ne decreta (o piuttosto ne auspica) il definitivo declino.
Il lavoro in sala di registrazione, ad opera  di un sinonimo di garanzia come Giuseppe Orlando, valorizza al meglio il prezioso operato di Mike alla chitarra, lo screaming-growl dell’ottimo Marco e la martellante base ritmica composta da Gianluca e Ahrjin.
Un album inattaccabile a dimostrazione, una volta di più, che per ascoltare del black metal credibile e suonato con tutti i crismi, non è affatto necessario spingersi fino alle fredde lande scandinave.

Tracklist:
1. Aetherion
2. The Third Obsidian
3. Ave Averno In Genesi Nema
4. Mistress of Bone’s Mounds
5. Pleroma Apocrifa Mistica
6. Adamas Ater
7. The Templethoth
8. Radiant Darkness
9. May the Cursing Be
10. Feralis Exercitus
11. XV
12. Abraxas

Line-up:
Gianluca – Bass
Mike – Guitars
Marco – Guitars
Ahrjin – Drums

STIGMHATE – Facebook

 

Tags:
No Comments

Post A Comment

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.