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Recensione : Slave One – Disclosed Dioptric Principles

Accompagnato da una splendida copertina, l'album è composto da sette brani posizionati esattamente tra il death metal tecnico degli Obscura ed il suono progressivo degli storici Cynic.

Slave One  -  Disclosed Dioptric Principles - Recensioni Metal

E’ arrivato, anche per i transalpini Slave One il momento di licenziare il debutto sulla lunga distanza.

La death metal band francese, attiva dal 2009, si era fermata ad un demo e al mini cd uscito nel 2012 dal titolo, Cold Obscurantist Light.
Il nuovo lavoro, uscito quindi quattro anni dopo e propostoci dalla Dolorem Records, segna un passo importante per la band, la quale ci investe con il suo death metal tecnico e progressivo, colmo di sfumature jazz/fusion, anche se l’approccio dei nostri rimane alquanto brutale, specialmente nel growl, ed in molte delle ritmiche di cui è composto il sound di Disclosed Dioptric Principles.
Accompagnato da una splendida copertina, l’album è composto da sette brani posizionati esattamente tra il death metal tecnico degli Obscura ed il suono progressivo degli storici Cynic.
La band sa suonare, questo è evidente, e lo dimostra in queste songs dove sfuriate estreme, sfumature orientaleggianti e buoni inserti progressive/fusion alimentano un songwriting vario, dove non mancano le sorprese e le atmosfere oscure tengono la tensione a livelli altissimi.
Il fulcro del lavoro risultano gli undici minuti di Liquid Transcendental Echoes, una suite dove il gruppo sfoggia tutta la sua bravura, anche se qualche passaggio cervellotico di troppo, molto spesso fa perdere all’ascoltatore il filo del discorso musicale elaborato dal gruppo.
Gran lavoro, sotto l’aspetto tecnico di tutti i musicisti, dalla sezione ritmica varia e potente , alle asce che ricamano solos su solos e riffoni pesanti ed oscuri che seguono la lezione dell’angelo morboso, mentre gli inserti orientaleggianti e i cori monastici aggiungono un’aura mistica al concept musicale di Disclosed Dioptric Principles.
L’opera si conclude con i ritmi latini di Degenesis, il brano che più guarda ai maestri Cynic.
Riassumendo, gli Slave One risultano un’ottima band sotto l’aspetto tecnico, l’album piacerà non poco ai fans dei gruppi descritti e a cui il gruppo deve non poco, manca forse un minimo di fluidità in più, a volte le songs danno l’impressione di spezzarsi e ricominciare d’accapo, un dettaglio sicuramente migliorabile, resta comunque in generale una sensazione positiva.

TRACKLIST
1. Deus Otiosus
2. The Antikythera Mechanism
3. Obsidian Protocol Achievement
4. For Shiva Whispered The Universe
5. Aeon Dissonance
6. Liquid Transcendental Echoes
7. Degenesis

LINE-UP
Nicolas P.-Vocals
Benoit-Guitar
Nicolas S.-Guitar
William S.-Guitar
Seb S.-Drums

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