Saito & Lester – Glidin’ Away

Un album che ci regala atmosfere da film di Tarantino, sprazzi che facilmente potrebbero ricordarci i Vangelis di Blade Runner ed una via fatta di malinconia, cinismo e profonda dolcezza.

Saito & Lester – Glidin’ Away

Prima di approcciarsi a “Glidin’ away” di Saito&Lester bisogna avere chiara in mente una delle regole non scritte del genere chill-out: rallentare il tempo fino a scomporlo in tanti piccoli momenti, attimi, facendo nascere, vivere ed infine soffiare via atmosfere, storie e personaggi in uno sfumare della musica, un cambio di tempo o l’introduzione di un nuovo elemento sonoro.

Solo con questa premessa è possibile comprendere la necessitĂ  di allacciarsi bene la cintura di sicurezza, prima che inizi la prima traccia,“Bon Voyage”, che ci farĂ  probabilmente ritrovare nel retro di una Cadillac Fleetwood nei ruggenti anni ’70, sfrecciando nel dove indefinito di una serata piena di luci e di vita.

E’ iniziato anche per noi cosi il “planare via” che il titolo del disco ci propone o ci augura (Glindin’ away. Dall’inglese “to glide”, ovvero planare, muoversi nell’aria in modo armonico), passando per angoli piĂą delicati ed intimi come “Morning mist resort”, o piĂą diffidenti e distaccati, con il ritorno a delle vette sensoriali piĂą marcate tramite chitarre ed il beat di “Mongolfiere”; oppure gli spazi metafisici sonori di “Sea Wanderers”, dove il tempo è solamente una delle tante creste delle onde nel mare: un mare senza confini nel quale spaziare con lo sguardo, volarci sopra con la mente ed infine tuffarcisi dentro per riapparire altrove. Probabilmente nel fondale piĂą confidenziale e raccolto di “Vindaloo”, la traccia successiva.

Com’è possibile intuire quindi, “Glidin’ away” è un lavoro di influenza chill-out/chill-hop di tutto rispetto, perchè oltre a delle musiche come dicevamo all’inizio, ci regala anche delle storie, ci costringe a rivedere la nostra vita in un”qui ed ora” con una passione ed un calore che forse avevamo dimenticato o addirittura perso.
Musicalmente, Saito&Lester ci fanno capire di aver imparato molto bene come usare snare drums ed al contempo aver padroneggiato gli “inestetismi” del lo-fi, trasformandoli in perfetti alleati nell’arricchire di profonditĂ  le diverse tracce del loro lavoro.

L’album, il quinto della discografia, conferma e consolida il crescendo di capacitĂ  e stile rispetto a quelli precedenti strizzando l’occhio a maestri giapponesi come Yoko Kanno, compositrice della colonna sonora del famoso anime “Cowboy Bebop”, ed atmosfere classiche alle quali altre colonne sonore di films e anime ci hanno abituati nel corso degli anni. In altri frangenti invece, sono palpabili atmosfere da film di Tarantino o dei Vangelis di Blade Runner, cariche di malinconia e distacco, ma anche di venature scanzonate e ciniche, quasi a ricordarci che non si può vivere solo di momenti dolci, ma che anche sperimentare l’amarezza in fin dei conti è parte della vita.

Il punto di forza di “Glidin’away” è il suo carico emozionale, di storie ed atmosfere create con capacitĂ  e dovizia di particolari musicali (all’ascoltatore il piacere di trovarli), che ci permette di capire il non trattarsi solo di un prodotto, ma un pezzo di anima che i suoi creatori ci vogliono regalare. Dopo la fine “Meraki”, l’ultima traccia, non può che risuonare nelle nostre orecchie la leggendaria citazione dello scomparso Freddie Mercury: “Qualunque cosa tu faccia, falla con stile”, e qui lo stile non manca affatto, come il talento.

L’unica obiezione che potremmo muovere, piĂą che critica lo definirei un augurio: ovvero il suggerire la necessitĂ  di una crescita continua che porti a ricercare nuove atmosfere da creare, nuove influenze con le quali screziare le arie dei prossimi lavori.

Con questo album Saito&Lester hanno fatto capire di essere bravi in quello che fanno e che amano, ma ora è forse il momento di “planare lontano” verso altri orizzonti, senza la fretta del successo che attanaglia e brucia molti talenti, ma con quell’armonia che il termine “to glide” in inglese ci suggerisce.

 

ETICHETTA
Distrokid

TRACKLIST
1. Bon Voyage
2. Morning Mist Resort
3. Down the River
4. Ubuntu
5. Mongolfiere
6. Glare
7. Breaking Gray
8. Yuuutsu
9. Misdemeanor (Interlude)
10. Glidin’ Along
11. Sea Wanderers
12. Vindaloo
13. Fauteuil
14. C#
15. Onebeatthang (Interlude)
16. Flip Phone
17. Everything Must Change
18. Nites at the Pub
19. Verdant
20. Meraki

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Saito: music & lyrics
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