Ronny Moorings dei Clan Of Xymox

Ronny Moorings dei Clan Of Xymox

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Gruppo di punta della prestigiosa label inglese 4AD di Ivo Watts-Russell negli anni ’80 – assieme a Cocteau Twins e Dead Can Dance – gli olandesi Clan Of Xymox rappresentano da oltre tre decenni una delle icone musicali della darkwave europea. Con un folto seguito che nel corso del tempo non si è diradato e ha reso i loro primi album, soprattutto, veri e propri capisaldi del genere. Non c’è dark party, infatti, in cui possano mancare almeno un paio dei loro pezzi più celebri. La voce inconfondibile di Ronny Moorings – leader fondatore ed oggi unico membro originario ancora in attività – è forse il marchio di fabbrica più rilevante della band; una voce che è stata imitata da innumerevoli altri frontmen senza peraltro essere mai eguagliata. Ed è proprio con Ronny che in questi giorni ho ripercorso le tracce della sua lunga carriera in una bella chiacchierata, sintetizzandone i punti salienti in questa intervista.

 

Deca – Ciao Ronny! È un piacere parlare con te di Xymox e di musica in generale. Come sta andando il tuo nuovo tour? So quanto sia stato difficile per tutti noi musicisti gestire concerti e tournée in questi ultimi mesi.

Ronny  – Del nuovo tour abbiamo già fatto più di un paio di spettacoli. Quest’anno abbiamo tenuto in tutto dodici concerti e ora siamo sulla buona strada per il prossimo. Abbiamo suonato in molti Paesi diversi, ognuno con le proprie politiche Covid; alcuni praticamente con nessuna restrizione, altri più limitativi, come la Germania. Tutto sommato la gestione ci è sembrata eccellente e finora tutto è andato a gonfie vele. Sean ha contratto il Covid in Ucraina (per fortuna diagnosticato solo quando è tornato in patria) ed è dovuto restare a casa per due settimane. Daniel l’ha avuto l’anno scorso nell’ottobre 2020 e si è ripreso senza problemi dopo una settimana. Siamo consapevoli dei pericoli, ma siamo consci che da sempre si possono contrarre tutti i tipi di virus. Non puoi smettere di vivere la tua vita per questo.

 

Deca – Torniamo indietro nel tempo. Quando hai iniziato a suonare sul palco eri davvero molto giovane. Il debutto dei Clan Of Xymox è stato nei primi anni ’80 e tu avevi vent’anni, più o meno. Com’è cambiato il modo di gestire uno spettacolo dal vivo, considerando quegli anni e i giorni nostri?

 

Ronny – Sin da bambino sono stato molto attivo con la musica. Avevo una band già in tenera età! Suonavo dal vivo in gruppi locali, facevo il DJ nei club della mia zona e da studente avevo anche un mio personale programma radiofonico WHS ad Amsterdam, ogni settimana il mercoledì sera. Non ho mai smesso di fare musica, insomma. Il modo in cui facciamo concerti, comunque, non è cambiato molto. Cambia la tecnologia e noi ne facciamo uso, adeguandoci. Quando eravamo con una major, lavoravamo con più persone in tour, eravamo seguiti da un team numeroso. Queste grandi produzioni, però, sono ormai obsolete e noi ora siamo un gruppo “snello”, il che rende le cose molto più facili da organizzare.

 

Deca – I Clan Of Xymox – come ho detto – erano una band molto giovane. Il vostro album di debutto fu pubblicato nel 1985 dall’etichetta 4AD. Penso: così giovane e subito capace di trovare uno stile ben definito! Il tuo suono era così riconoscibile. Le tue voci e le tue chitarre sono diventate una sorta di marchio di fabbrica. Questo spiega perché un’etichetta prestigiosa – come lo era 4AD – avesse voluto i Clan Of Xymox nel suo catalogo. In quegli anni Ivo Watts-Russel e 4AD erano una garanzia di nuova musica di alta qualità.

 

Ronny – E’ stato un grande onore essere una delle poche band sotto contratto con la 4AD in quel periodo. Noi avevamo appena iniziato ed eravamo lì quando band nostre contemporanee e già famose, come i Cure e i Depeche Mode, stavano entrando nelle Top 40.

Deca – Parlando di alcuni aspetti tecnici, il timbro della tua chitarra è sempre stato fantastico, per me. Soprattutto nei tuoi primi album suona come un misto di chitarra e synth, con un effetto di distorsione così peculiare. Immagino che tu abbia capito fin dall’inizio l’importanza di avere uno stile sonoro molto personale. Come l’avevi ottenuto sulla tua Fender?

 

Ronny – In realtà avevo una fuzzbox unica nel suo genere, costruita artigianalmente da un nerd nella mia città natale. Il suono se filtrato ed elaborato bene, con chorus e delay, diventava perfetto per le canzoni abbinate ai synth. Quella fuzzbox la conservo ancora nel mio studio!

 

Deca – Quel suono è ben evidente in molti famosi pezzi che hai scritto. Canzoni come “A day” sono diventate uno standard, un evergreen per ogni darkparty danzante. Non possiamo ballare e sentirci soddisfatti se qualche brano tratto da “Clan Of Xymox” e da “Medusa” non è nella scaletta del DJ. Come ti fa sentire questa cosa?

Ronny – Sembra un complimento! (sorride) Sì, sono consapevole del fatto che queste canzoni fanno parte della nostra eredità, diciamo.

Deca – La tua discografia si è evoluta negli anni esplorando diverse atmosfere e stati d’animo, senza però intaccare il tuo stile. Dopo “Medusa” hai cambiato qualcosa nella scelta dei suoni e degli arrangiamenti registrando “Twist Of Shadow”, per esempio. Penso che sia stata una prima svolta. Poi, trovo che “Farewell” possa essere considerato un altro passo avanti, introducendo un sound elettronico più pesante. È un album molto oscuro ed è pieno di sintetizzatori. Lo adoro! Dal 1985 al 2003, cosa è cambiato nella tua ispirazione? Nel tuo metodo di fare musica? Qualcosa di “Farewell” lo ritrovo in brani più recenti, come “The rain will wash away” ad esempio.

 

Ronny – Con la musica non guardo mai indietro, ma avanti. I miei gusti musicali cambiano di volta in volta, ma il mio atteggiamento nei confronti della musica no, quindi immagino sia per questo che hai questo sound costantemente tipico dei Clan of Xymox, con suoni e atmosfere sempre molto caratterizzati e coinvolgenti.

 

Deca – Drum-machine: croce e delizia, odio e amore. Hanno avuto molti detrattori, ma negli anni ’80 le drum-machine determinarono il sound di molte band importanti, diventando un vero e proprio elemento creativo e stilistico. Guarda i Sisters Of Mercy: il loro batterista virtuale Dr. Avalanche (una E-mu Drumulator) era una caratteristica essenziale del loro sound e del loro successo. Mi piacerebbe sapere se hai un buon rapporto con le drum-machine. I Clan Of Xymox hanno usato pattern programmati sin dalle loro prime produzioni.

Ronny –  E’ corretto. Fin dal primo giorno le drum-machine hanno fatto parte del processo di scrittura e registrazione. Le drum-machine classiche oggi vengono sostituite scrivendo pattern di batteria sul computer, coi software. C’è così tanta scelta per qualsiasi suono di batteria che a volte è utile limitarsi ad un solo banco di suoni. Ma soprattutto io cerco qualcosa che si adatti perfettamente alla canzone.

 

Deca –  Anka Wolbert è stata fino al 1992 la voce femminile e la bassista della band. Cosa mi puoi dire della sua voce? Penso che la sua interpretazione nell’ambum “Clan Of Xymox” sia davvero intensa e azzeccata. In quegli anni abbiamo ascoltato tante voci femminili che hanno fatto la differenza. La scuderia 4AD poteva contare su Liz Fraser, Lisa Gerrard, Anja Huwe… e ovviamente Anka Wolbert. E a metà degli anni ’80 c’erano anche Annie Lennox e Alison Moyet.

 

Ronny – In effetti era una grande fan di Annie Lennox. E forse quello è il motivo per cui si è sentita ispirata e ha voluto una sua carriera come cantante solista!

Deca – La distribuzione digitale della musica ha limitato la rilevanza della grafica delle copertine e degli artworks. Oggi una semplice copertina forntale è sufficiente per rappresentare un album. Le persone acquistano e scaricano una singola canzone, spesso ignorando da quale album è tratta. Una volta apprezzavamo disegni e fotografie incredibili, ogni nuovo progetto era realizzato con qualcosa di artisticamente palpabile. Il team di 4AD era stato pioniere in questo tipo di opere, infatti.

 

Ronny – Sì, anche questo mi rattrista: che tutto diventi così usa e getta e le persone non abbiano più la pazienza di conoscere un album nella sua identità e interezza. Artwork incluso.

Deca – Quanto sono rilevanti i testi nella tua dimensione creativa? Le persone spesso danno più peso alla musica e prestano meno attenzione alle parole. Dimmi qualcosa della tua scrittura. Ho trovato una grande sensibilità poetica in molte delle tue canzoni.

 

Ronny – Io inizio dalla musica e questo fa attivare le mie emozioni e i miei pensieri su determinati eventi. In questo modo è come se avessi creato una colonna sonora per le parole. Non ho mai iniziato a scrivere parole prima della musica, perché ho bisogno di percepire prima l’atmosfera. Poi da quella scaturiscono i versi.

 

Deca – Dopo la fine degli anni ’90, sulla scena musicale dark si sono abbattute un paio di grandi ondate di revival. Un sacco di nuove band, migliaia di nuovi titoli. Non c’è dubbio che tu sia stato uno dei protagonisti più seminali in questa scena. Chi sono gli artisti che meglio continuano l’eredità dei Clan Of Xymox e di Ronny Moorings?

Ronny – La nostra eredità..! Beh, grazie! Sì, personalmente sono un grande fan del revival della scena dark in generale. In qualche modo ne faccio ancora parte, anche se prevalentemente guardando indietro ai miei successi passati. I Clan Of Xymox, peraltro, continuano a mantenere le primissime posizioni nelle classifiche alternative. Questa è una scena fantastica, in ogni caso, e per me una delle poche sempre interessanti.

Deca – Un’ultima annotazione… toglimi una curiosità: alcuni dei miei amici sono trentasei anni che cercano di capire perché “No Human Can Drown” non duri di più e sfumi quando nel finale inizia la parte migliore!

Ronny – Sfuma sul più bello così ti lascia con la voglia! (ride)

Ronny Moorings dei Clan Of Xymox

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Federico De Caroli
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Più diffusamente conosciuto con lo pseudonimo Deca, con cui ha firmato la quasi totalità della sua discografia, si è affermato soprattutto come autore di musica elettronica e musica ambient, accostandosi poi ad altri ambiti come quello teatrale, multimediale e televisivo. E' autore di musiche per la RAI da oltre un decennio. Le sue prime incisioni su vinile sono diventate ricercati pezzi di alto valore collezionistico. Buona parte delle sue produzioni oggi è distribuita nel mondo attraverso i cataloghi di EMI e APM. Da tempo ha fatto della dimensione onirica la chiave di volta della sua vita personale ed artistica. Ha coltivato una vena narrativa firmando alcuni romanzi di genere fantastico e surreale, nonché fumetti e graphic novel. È stato a suo tempo tra i fondatori e promotori del Manifesto del Distonirismo.

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